Uffici giudiziari con competenza nazionale: Direzione Nazionale Antimafia (DNA)
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dna@giustizia.it
Direzione Nazionale Antimafia
- Direzioni Distrettuali Antimafia
- Funzioni del Procuratore nazionale
- Banca dati
- Attività internazionale
Direzione Nazionale Antimafia
La Direzione Nazionale Antimafia (DNA) è istituita nell’ambito della Procura Generale presso la Corte di Cassazione con il ruolo del coordinamento investigativo nei confronti di tutte le indagini relative ai delitti di criminalità organizzata, sia nazionale che trasnazionale, condotte dalle DDA. La DNA è composta dal Procuratore Nazionale e da 20 magistrati del Pubblico Ministero (Sostituti Procuratori Nazionali Antimafia). La DNA è stata istituita nel 1991, con il D.L. 20 novembre n. 367, titolato: “Coordinamento delle indagini nei procedimenti per reati di criminalità organizzata”. Questo provvedimento legislativo ristrutturò profondamente l’organizzazione del Pubblico Ministero in funzione della repressione della mafia e di altre simili organizzazioni criminali. Con la stessa legge sono state istituite le Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA) che hanno sede nei 26 Distretti di Corte di Appello.
Direzioni Distrettuali Antimafia
Le Direzioni Distrettuali Antimafia svolgono le funzioni di pubblico ministero nei procedimenti relativi ai delitti “di mafia”, consumati o tentati, previsti dall’articolo 51 comma 3 – bis del codice di procedura penale. Esse sono state istituite al fine di concentrare in pochi uffici giudiziari le indagini contro la criminalità organizzata che prima erano attribuite a tutte le 165 Procure della Repubblica. In tal modo si è voluto evitare che dati e informazioni si disperdessero in troppi uffici e contemporaneamente si è voluto formare un gruppo di Magistrati del P.M. altamente specializzati in questa materia.
Funzioni del Procuratore nazionale
- Il Procuratore Nazionale Antimafia (PNA) esercita le sue funzioni di coordinamento delle indagini condotte dalle singole DDA nei reati commessi dalla criminalità organizzata. Tale coordinamento è finalizzato, soprattutto, ad assicurare la conoscenza delle informazioni tra tutti gli uffici interessati e a collegare le DDA tra loro quando emergano fatti o circostanze rilevanti tra due o più di esse.
- Il PNA può esercitare le sue funzioni direttamente o delegare singole attività ai Sostituti. Tra le principali attività vi è quella di:
- designare i Sostituti per mantenere un costante collegamento con ciascuna Direzione Distrettuale per l’acquisizione e la successiva elaborazione di dati, notizie e informazioni relativi ai reati di competenza;
- disporre l’applicazione temporanea dei magistrati della Direzione nazionale presso una DDA per coadiuvare quest’ultima quando lo richiede la complessità di un’indagine;
- riunire i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i contrasti che, malgrado le direttive specifiche impartite, siano insorti e abbiano impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento;
- Ai fini del coordinamento il PNA può avvalersi dei Servizi Centrali delle Forze di Polizia (DIA, SCO, ROS, SCICO).
Ordinamento interno della DNA
La DNA al suo interno è divisa in Servizi e Materie di interesse. I primi sono: il Servizio Studi e Documentazione e il Servizio Cooperazione Internazionale. Le Materie di Interesse sono quelle che rivestono una particolare importanza nel contrasto alla criminalità organizzata e che quindi vengono seguite e studiate su tutto il territorio nazionale al fine di individuare nuovi filoni investigativi. Le principali Materie sono: mafia, camorra, ’ndrangheta, narcotraffico, tratta di esseri umani, riciclaggio, appalti pubblici, misure di prevenzione patrimoniali, ecomafie, contraffazione di marchi, operazioni finanziarie sospette, organizzazioni criminali straniere. I Sostituti lavorano pertanto in più settori:
- esplicano l’attività di coordinamento presso ciascuna DDA, dove essi si recano periodicamente per seguire le indagini e riportare le informazioni in DNA;
- esprimono i pareri nei casi previsti dalla legge e in particolare sui collaboratori di giustizia, sull’applicazione dell’art. 41 bis O.P. (regime carcerario particolarmente severo), sul gratuito patrocinio per gli imputati di reati di mafia non abbienti;
- seguono le Materie di Interesse loro delegate, assumendo le necessarie informazioni sia direttamente, che attraverso le Forze di Polizia o altri organismi che istituzionalmente operano nel medesimo ambito. I risultati di questo lavoro vengono portati alla conoscenza di tutto l’Ufficio nelle riunioni plenarie mensili e, quando ve ne è l’utilità, a conoscenza delle DDA per l’inizio di indagini specifiche;
- curano l’inserimento degli atti processuali delle DDA nella Banca Dati Nazionale;
- curano i rapporti con le Autorità Giudiziarie di alcuni Paesi particolarmente sensibili nelle materie di nostra competenza, secondo singole deleghe impartite dal PNA.
Banca Dati
Per facilitare e rendere immediatamente operativo lo scambio di informazioni tra la DNA e le DDA è stato istituito il sistema integrato di banche dati che prende il nome di Sistema SIDDA–SIDNA.
Il sistema consiste nella creazione, attraverso l’informatica, di un archivio di atti processuali sulla criminalità organizzata che viene alimentato costantemente dalle DDA e che confluiscono presso la DNA.
La banca dati centrale è, poi, collegata anche con numerose banche dati del Sistema Paese.
Attività internazionale
La Direzione Nazionale Antimafia, oltre all’attività interna, svolge una notevole attività internazionale, che si fonda sull’idea che attraverso un percorso di formazione comune, si possono creare le premesse per lo svolgimento di attività operative coordinate e più efficaci per affrontare sinergicamente il fenomeno criminalità organizzata.
Ciò avviene in diversi ambiti e con modalità diverse, ma tutti finalizzati a dare il massimo supporto alle indagini condotte dalle DDA e a realizzare gli obiettivi della Convenzione ONU di Palermo.
- Attività diretta della DNA con le Procure Generali e altre autorità investigative straniere
- Allo scopo di promuovere nuovi e più intensi rapporti di cooperazione nella lotta al crimine organizzato, la DNA ha instaurato collegamenti con Autorita’ Giudiziarie di vari Paesi, stipulando con molte di queste anche “Memorandum” di intesa. Questi Memorandum hanno lo scopo principale di creare un canale privilegiato per lo scambio di dati e informazioni sulla criminalità organizzata che opera tra i rispettivi Paesi ed approfondire la conoscenza sulle reciproche legislazioni anche al fine di facilitare le rogatorie internazionali promosse dalle DDA. Analogo Memorandum è stato sottoscritto con l’UNODC (l’Ufficio delle Nazioni Unite che sviluppa la politica e l’attività nel contrasto alla criminalità organizzata trasnazionale), così concretizzando un rapporto di collaborazione che si era già manifestato dopo la firma della Convenzione di Palermo, ai cui lavori preparatori aveva partecipato anche la DNA. Molti Sostituti hanno inoltre il compito di curare i rapporti con le Autorità giudiziarie di alcuni Paesi più sensibili alle materie di nostra competenza e con i quali è maggiormente interessante lo scambio, anche informale, di informazioni e dati, oltre che facilitare il diretto contatto con le DDA interessate a casi specifici. Infine la DNA raccoglie tutte le rogatorie attive e passive, in materia di criminalità organizzata, che vengono catalogate per DDA di partenza e Paese di destinazione. Ciò consente, tra l’altro, di individuare i Paesi e le aree geografiche verso cui si indirizzano i collegamenti tra la criminalità organizzata italiana e quella straniera e, per conseguenza, di chiedere informazioni su eventuali nuove rotte dei traffici illeciti e indirizzare le indagini.
- In questo contesto di rapporti, la DNA riceve moltissime Delegazioni straniere, tutte interessate a conoscere l’esperienza legislativa e operativa italiana nei processi contro la criminalità organizzata. In questi incontri si cerca di sviluppare negli interlocutori una pari cultura e sensibilità nelle materie di comune interesse.
- Attività coordinata con quella dei Ministeri della Giustizia e degli Affari Esteri In questa attività Magistrati della DNA partecipano a incontri internazionali nei quali sono invitati a dare un contributo tecnico particolarmente qualificato nelle materie di loro competenza. Ciò avviene in molteplici fasi. In ambito ONU la DNA partecipa ai lavori della CND (Commissione Narcotici–Droghe) e a quelli della Commissione Crimine, nelle quali si formulano le idee portanti della politica internazionale in queste materie; su invito delle Nazioni Unite, partecipa a incontri e seminari a carattere Regionale sempre allo scopo di sviluppare in aree geopolitiche vicine ed omogenee una legislazione in armonia con la Convenzione di Palermo. In ambito Unione Europea, la DNA partecipa al Gruppo Multidisciplinare (elaborazione della strategia dell’Unione Europea per il contrasto al crimine organizzato) e al Gruppo Orizzontale Droga (che affronta tutte le tematiche di repressione e prevenzione relative al fenomeno droga)
Il Ministero della giustizia ha indicato la DNA come “punto di contatto centrale” nell’ambito della “Rete giudiziaria europea”.
La legge 41/2005 all’art. 9 ha designato la DNA quale componente nazionale di Eurojust, ufficio giudiziario europeo per il coordinamento delle indagini internazionali in materia di criminalità organizzata.
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