Saluto del Ministro della giustizia ad interim Romano Prodi
26 gennaio 2008
Indice
L'ORDINAMENTO GIUDIZIARIO
LA GIUSTIZIA NEL 2007
LE INIZIATIVE DI RIFORMA
L'AMMINISTRAZIONE DEL SISTEMA GIUDIZIARIO
Porto a questa Assemblea il saluto del Ministro della Giustizia,
Presidente Romano Prodi.
Vorrei in primo luogo riportarmi alle comunicazioni sullo stato
della giustizia esposte nei giorni scorsi dal Ministro alle Camere, ed
all'ampia relazione riassuntiva, corredata da dati statistici e dettagli
descrittivi di specifici settori dell'attività del Dicastero, depositata in
quella occasione.
Mi onoro di consegnare al Signor Presidente della Corte
d'Appello la relazione illustrativa depositata il 16 gennaio e il testo del
discorso pronunciato dal Presidente Prodi il 22 gennaio. I due
documenti illustrano compiutamente e con chiarezza quanto nel corso
del 2007 si è verificato nell'amministrazione della giustizia, quanto il
titolare del dicastero ha proposto al Parlamento ed al Paese, e quale
sia la posizione del Governo su tali questioni.
Il 2007 sarà ricordato per il nuovo ordinamento giudiziario, che
innova decisamente momenti essenziali del sistema: accesso,
formazione, valutazione dei magistrati e loro progressione in carriera,
incarichi direttivi, distinzione di funzioni nell'unicità della carriera.
La riforma è stata concepita come il nucleo originario di una più
ampia opera riformatrice, e costituisce la prima pietra sulla quale
edificare un sistema giudiziario più moderno, responsabile ed
efficiente.
Sono stati adottati molti degli atti di amministrazione necessari
per l'avvio del nuovo ordinamento, e di ciò va dato atto a tutti i
soggetti coinvolti, primo fra tutti il Consiglio Superiore della
Magistratura, che ha saputo superare in positivo le tensioni
connaturate a processi di rinnovamento così profondi e complessi. Il
clima collaborativo tra le istituzioni chiamate all'attuazione della legge
è il fattore decisivo perché essa sortisca i buoni risultati che tutti ci
attendiamo.
In materia civile, i dati tendenziali del 2007 indicano una
domanda globale pressoché stazionaria; la risposta di giustizia si è
mantenuta costante, tenuto anche conto della scopertura globale
dell'organico dei magistrati pari all'8%; infatti il numero di
procedimenti definiti nel 2006 è di poco inferiore a quello registrato
nel 2005, e un andamento analogo si è riscontrato nel 1º semestre
del 2007.
Si registra una tendenza all'accumulo di arretrato non
omogenea tra gli uffici: l'aumento della pendenza è minimo presso i
tribunali, mentre è dell'11% presso le corti di appello, ed è ancora
maggiore (circa il 15%) presso i giudici di pace, per un totale
complessivo che supera i 5 milioni. La durata media dei procedimenti
di primo grado è piuttosto variabile, e va da 980 giorni per la
cognizione ordinaria a 760 giorni per la materia del lavoro e ad oltre
500 giorni per le cause di circolazione stradale di competenza dei
giudici di pace; la situazione è più grave in appello dove la giacenza
media risulta di circa 1405 giorni, ed é di 814 giorni per le
controversie di lavoro.
Quanto alla giustizia penale, nel corso del primo semestre 2007
si è registrato un incremento del 7,5% per i procedimenti da trattare
innanzi al collegio ed una riduzione dello 0,5% per quelli di rito
monocratico; l'aumento è purtroppo del 10% per la parte di
competenza del giudice di pace, mentre presso le corti di appello,
sempre nel settore penale, si registra un'apprezzabile riduzione delle
sopravvenienze.
Nei tribunali risulta definito un numero di procedimenti di poco
inferiore a quello dei sopravvenuti, mentre per i giudici di pace il
decremento è di oltre il 10% al 30 giugno 2007; nelle corti di appello
raggiunge il 15%.
L'analisi delle statistiche denota inoltre la preoccupante
presenza di stranieri nel sistema penale, preoccupante soprattutto
perché coinvolge anche minori, aggravandosi così la gestione dei
complessi problemi derivanti dai fenomeni migratori e dall'incontro di
culture diverse nella vita di persone in via di formazione; ciò
comporta l'urgente necessità di riforme nel settore specifico e di
iniziative che mirino a responsabilizzare i paesi di provenienza per
coinvolgerli nel trattamento dei minori devianti.
Di particolare importanza è la politica penitenziaria. Nelle
carceri italiane sono presenti circa 48 mila persone, quasi 10 mila in
più che nel settembre 2006. È un dato elevato, ma tollerabile dal
nostro sistema che non avrebbe invece potuto sopportare le oltre 72
mila presenze oggi registrabili se non si fosse adottato il
provvedimento di indulto, che pure tante perplessità ha suscitato. In
proposito, secondo le analisi dell'amministrazione penitenziaria, gli
indici di recidiva per quanti hanno beneficiato del provvedimento si
sono rivelati senz'altro inferiori alla media di recidiva generale.
Comunque l'edilizia penitenziaria è alla particolare attenzione
del Governo; infatti nel corso del 2007 l'attività di recupero di
immobili necessari e di ristrutturazione ha consentito la disponibilità
di 426 nuovi posti, e si conta di recuperarne nel 2008 altri 1980,
mentre le pianificazioni per i sei anni successivi, già programmate e
finanziate, mirano ad un totale di incremento di ben 7385 posti, che
porteranno un aumento complessivo della capienza tollerabile di oltre
11 mila posti. Ma l'ampiezza degli istituti di pena non esaurisce
l'impegno dello Stato verso il condannato: si deve mirare, dopo
processi necessariamente rapidi, al trattamento diretto al pieno
reinserimento nella società, perché siamo tutti convinti che la
prigione non è l'unico modo di custodire e di rieducare la persona, e
soprattutto perché senza radicali iniziative di recupero sociale il
rimedio detentivo è solo quello più dispendioso e sofferto.
In materia di custodia domiciliare, sia a titolo cautelare che di
espiazione di pena, sta partendo in questi giorni la sperimentazione di
400 braccialetti elettronici, che assicureranno la localizzazione
continua delle persone interessate e renderanno impossibili
comportamenti elusivi, consentendo di utilizzare con maggiore fiducia
per le esigenze di tutela della collettività le misure alternative alla
detenzione in carcere.
Per affrontare i problemi della giustizia il Governo ha proposto
un quadro completo e coerente di riforme, con l'obiettivo primario di
ridurre i tempi dei processi, sia nel settore civile che in quello penale.
È stato presentato un disegno di legge per l'accelerazione del
processo civile, disegno che presso la commissione giustizia del
Senato sta avendo un esame caratterizzato da ampie convergenze.
La proposta è fondata su pochi ma chiari criteri guida:
responsabilizzazione di magistrati anche attraverso programmi di
produttività, accentuazione del principio di lealtà processuale,
valorizzazione della conciliazione giudiziaria con sanzioni per il rifiuto
ingiustificato di proposte conciliative, concentrazione delle udienze e
più accurata scansione dei tempi per gli atti processuali,
semplificazione del regime delle nullità non incidenti sulla correttezza
del contraddittorio, revisione delle questioni di competenza unificando
il rito e sopprimendo il regolamento necessario e facoltativo,
sostituzione della sentenza con la più semplice ordinanza quando non
c'è una decisione di merito, obbligo di indicazione specifica dei motivi
di appello a pena di inammissibilità. In questo quadro è comprensibile
una riduzione dei termini di sospensione del processo nel periodo
feriale, così da contenerli nel solo mese di agosto e da garantire
l'ordinario servizio di udienza anche per l'intero mese di settembre.
Sempre nel settore civile il disegno di legge sull'ufficio per il
processo, già esaminato dalla commissione giustizia della Camera,
oltre a risolvere un ampio contenzioso concernente la riqualificazione
professionale del personale amministrativo della giustizia, prevede
l'assunzione di 2800 laureati e un deciso incremento di produttività
mediante la creazione di una nuova unità organizzativa all'interno
degli uffici e una stretta collaborazione con il giudice, per
l'individuazione delle modalità di celere trattazione delle procedure
seriali, per la gestione dei ruoli in base allo studio statistico dei flussi
e per ricerche dottrinali e giurisprudenziali.
Nel settore penale è stata elaborata un'ampia gamma di
proposte, delle quali cito il disegno di legge sull'accelerazione del
processo penale, i quattro disegni noti come "pacchetto sicurezza" e
la nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche e ambientali.
Il primo semplifica il regime delle notificazioni, rivisita la
disciplina delle competenze e quelle della contumacia, rivede la lunga
serie di nullità, abolisce il processo contro gli irreperibili che ci espone
a censure in sede internazionale. Il "pacchetto sicurezza" consta di
quattro disegni di legge che, fra l'altro, inaspriscono le sanzioni per
omicidi o lesioni colpose conseguenti a guida in stato di ubriachezza o
di alterazione da stupefacenti, rivedono la prescrizione quale risulta
dalla c.d. legge Cirielli e i reati in materia societaria, accentuano il
rigore custodiale e sanzionatorio per reati più gravi, istituiscono la
banca dati del DNA recependo, con l'occasione, il trattato di Prum;
uno dei disegni del pacchetto sicurezza contiene anche la redazione di
un codice delle misure di prevenzione, ove i meccanismi di
aggressione e confisca dei profitti patrimoniali illeciti abbiano un ruolo
centrale per il contrasto alle forme più gravi di delinquenza.
Quanto alle intercettazioni, che restano strumenti irrinunciabili
nella lotta al crimine organizzato, ma il cui utilizzo va circoscritto in
rapporto al carattere fortemente invasivo, il disegno di riforma, già
approvato dalla Camera ed ora all'esame del Senato, introduce
energici correttivi a tutela della privacy, instaura un regime di
segretezza efficacemente presidiato da un apposito sistema
sanzionatorio, riafferma i principi di proporzionalità e di sussidiarietà,
vieta che i risultati siano da chiunque utilizzati per fini diversi da
quelli penali.
Altro settore di particolare importanza in cui il Ministero intende
intervenire riguarda l'ordinamento minorile; è necessario cioè
ridisciplinare e ammodernare la giurisdizione penale concernente i
minori, le misure e le modalità di trattamento ai fini del recupero, le
professionalità operative, tenendo anche conto delle esperienze dei
giudici del settore e degli ampi studi in materia. Le proposte di
abbassamento dell'età punibile non appaiono convalidate da studi
convincenti, né da esperienze straniere che ne dimostrino l'efficacia.
Accanto alle iniziative settoriali è ben presente una strategia
innovativa a più ampio respiro concretatasi nelle proposte di riforme
globali della parte generale del codice penale e dell'intero codice di
procedura penale, recate dai testi di due commissioni ministeriali
dirette dal prof. Pisapia e dal prof. Riccio.
È tuttavia evidente che ogni innovazione normativa ha bisogno
di supporti strutturali moderni ed efficaci, soprattutto della tecnologia
informatica. Perciò il Ministero ha predisposto non più interventi
settoriali ma un complesso sistema, denominato SIGI – sistema
informatizzato giudiziario integrato. Tale sistema, che prevede la
partecipazione di altri ministeri, comporta la realizzazione su tutto il
territorio nazionale del processo civile telematico, già operante a
Milano per i decreti ingiuntivi; l'informatizzazione quasi completa dei
vari registri; la realizzazione del fascicolo delle indagini preliminari
collegato con l'attività del gip; la comunicazione telematica delle
notizie di reato alle procure, così come sperimentalmente da poco
tempo avviene a Napoli; il collegamento con le banche dati nazionali
esistenti, con possibilità di accesso diretto da parte degli inquirenti; le
notifiche per via telematica; l'obbligo per ogni ufficio giudiziario e per
gli studi legali di dotarsi di posta elettronica certificata per le
comunicazioni reciproche e l'accesso agli atti disponibili in forma
digitale; la realizzazione della banca dati delle misure cautelari
personali e reali.
Il lavoro è in fase molto avanzata e troverà – cosa di particolare
importanza – la dotazione economica nel ricavato dei proventi di
valori confiscati, così come prevede la legge finanziaria.
Il rafforzamento del sistema–giustizia comporta di necessità
l'impiego della magistratura onoraria, sia quella di pace sia quella già
di ausilio nei tribunali e nelle procure. In proposito, tenendo anche
conto dei trend di produttività e dell'esigenza di maggiore
professionalità per i magistrati non di carriera, è stato redatto un
disegno di legge, che è all'esame del Consiglio dei Ministri, articolato
su tre direttrici di fondo: creazione di uno status unitario dell'intera
magistratura onoraria, accentuandone la professionalità mediante
adeguata selezione, aggiornamenti continui e più rigorose valutazioni
dell'attività svolta; riorganizzazione degli uffici dei giudici di pace
nell'articolazione dei tribunali attraverso meccanismi tabellari unitari,
con il controllo espletato da giudici ordinari; assegnazione a tutti gli
onorari anche di contenzioso in giacenza sulla base di progetti che
tengano conto della tipologia di cause cui gli stessi possano essere
addetti.
Infine, in tema di libere professioni, il Ministero ha presentato
un disegno di legge per dare un quadro di principi concernenti tutte le
professioni liberali, che consenta alle categorie professionali di aprirsi
al mercato globale, migliorando la qualità dell'offerta e dando nuove
garanzie agli utenti. La commissione giustizia del Senato ha intanto
preso in esame una iniziativa parlamentare relativa alla sola categoria
forense. Sul piano metodologico, l'iniziativa rompe l'unitarietà del
quadro riformatore, ma sarà comunque seguita con attenzione dal
Ministero, per il ruolo centrale dell'avvocatura nel sistema giustizia.
Un recupero di produttività e di efficienza può essere fondato su
idonee misure amministrative che orientino la giustizia verso lo
sfruttamento delle consistenti risorse autoprodotte. Per il solo
contributo unificato lo Stato ha percepito nel 2006 ben 257 milioni di
euro, cui vanno aggiunti l'ammontare dei diritti di copia per i milioni
di fogli chiesti dagli interessati. La riscossione delle pene pecuniarie e
delle spese processuali porterebbe un beneficio finanziario calcolabile
in circa sei milioni di euro l'anno per ogni punto percentuale di
incremento del tasso di riscossione. I lavori di una commissione di
studio istituita per semplificare la determinazione dei crediti e
migliorare la capacità di recupero sono quasi giunti al termine e
dovranno essere tradotti in iniziative normative. Nonostante il
dicastero abbia ereditato una posizione debitoria che al 31 dicembre
2006 ammontava a 219 milioni, lo sforzo per il risparmio è stato pari
al 34%, cioè di 76 milioni, per cui al 31 dicembre 2007 il debito è pari
a circa 143 milioni di euro.
Risparmi consistenti, per circa 80 milioni di euro, sono stati già
realizzati con misure di razionalizzazione della spesa, senza alcuna
compressione delle capacità operative degli uffici giudiziari, in
materia di intercettazioni telefoniche; altri consistenti risparmi nello
steso settore verranno dal sistema unico di intercettazione per la cui
attuazione la legge finanziaria ha posto la necessaria base normativa.
È auspicabile l'istituzione di uno stabile nesso tra le risorse
prodotte dall'Amministrazione e le sue esigenze, con un ampliamento
della previsione già contenuta nella legge finanziaria a proposito del
finanziamento del processo telematico.
Il Governo ha ritenuto che i dati qui rapidamente sintetizzati,
insieme agli altri dettagliati nei due documenti che ho consegnato al
Signor Presidente, compongano un quadro positivo. L'azione
amministrativa è intervenuta su un quadro di grave e risalente
sofferenza, che ha compromesso l'efficienza del sistema e incrinato la
fiducia dei cittadini. La necessaria inversione di tendenza non può
essere immediata, ma tutti dobbiamo credere che la nostra azione
congiunta e costante, pur nella distinzione dei relativi ruoli, abbia la
possibilità di determinarla.
L'Amministrazione della Giustizia, per mio tramite, raccomanda
alla vostra riflessione il quadro delle iniziative normative, che
vorremmo poter sperimentare nella realtà dei palazzi di giustizia, ed
augura a tutti gli operatori un anno giudiziario 2008 ricco di positivi
cambiamenti.
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