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Riconoscimento dei titoli professionali conseguiti da cittadini comunitari in Paesi dell'Unione Europea
In applicazione della direttiva 2005/36/CE (che ha sostituito integralmente le direttive 89/48/CEE e 92/51/CEE come modificate dalla direttiva 2001/19/CE, recepita in Italia con d.lgs. n. 277 dell'8 luglio 2003) recepita in Italia dal d.lgs. n. 206 del 9 novembre 2007
Per ottenere il riconoscimento di un titolo professionale conseguito nell'ambito dell'Unione Europea ai fini dell'esercizio della professione in Italia, è necessario seguire il procedimento di riconoscimento dei titoli professionali come previsto dal decreto legislativo n.206 del 9 novembre 2007, che attua la direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.
Sulla base di tale normativa, è possibile presentare domanda di riconoscimento - per le professioni di competenza del Ministero della Giustizia - secondo il modulo di domanda indicato, inviando la documentazione necessaria così come specificato.
Nel caso in cui nell'esame delle singole domande di riconoscimento emergano lacune presenti in relazione alla conoscenza di materie fondamentali relative allo svolgimento di una determinata professione in Italia, è possibile che ai professionisti venga richiesto il superamento di una misura compensativa, consistente in una prova attitudinale o in un tirocinio di adattamento (quest'ultimo però escluso per le professioni di avvocato, dottore commercialista e revisore contabile) che ha lo scopo di colmare tali lacune.
L'eventuale conoscenza di alcune materie da parte dei richiedenti - sia sotto forma di studio che come esperienza professionale - viene tenuta in considerazione, se debitamente documentata, ai fini di una eventuale diminuzione dell'entità della misura compensativa.
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