vai direttamente al contenuto e salta il menù di navigazione
sigillo della repubblicaPagina stampata da Giustizia.it
Home page - Giustizia.it - Ministero della Giustizia Indice A-ZCercaMappaGlossarioScriviciCED CassazioneLinkEnglish version Version française

Il Terzo Pilastro

Si definiscono, in senso figurato, Pilastri dell'Unione europea le tre strutture normative sulle quali si fonda l'architettura dell'Unione delineata dal Trattato di Maastricht.

Il Terzo Pilastro riguarda la cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni c.d. "CGAI", disciplinata dal Titolo VI del Trattato di Maastricht.

All'interno del Terzo Pilastro si applica il c.d. metodo della "cooperazione intergovernativa" che attribuisce il potere decisionale ai Governi degli Stati Membri e non alle istituzioni comunitarie.

Secondo quanto previsto dall'art. 34 del TUE gli strumenti caratteristici della cooperazione intergovernativa sono: Sono atti quasi sempre adottati all'unanimità, il cui grado di vincolatività per gli Stati membri varia a seconda del tipo di strumento.

La Convenzione è l'unico tipo di atto che può diventare pienamente vincolante, ma solo se é ratificata dagli Stati Membri.

Il Trattato di Maastricht ha previsto che alcune materie del Terzo Pilastro possano essere trasferite nel Primo, mediante il processo c.d. di "comunitarizzazione". Con il Trattato di Amsterdam, tale operazione è stata compiuta per la prima volta con riferimento alle materie dell'asilo, dei visti, dell'immigrazione e della cooperazione doganale.

La definitiva attrazione al Primo Pilastro di altre materie sarà completata a partire dal maggio del 2004, secondo le previsioni del Trattato di Nizza.

Versione consolidata dei Trattati