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Centri diagnostico-terapeutici

La salute in carcere

L‘art. 17, comma IV del regolamento di esecuzione dell'ord. penit., dpr. n. 230/2000, prevede l’organizzazione sul territorio nazionale di reparti clinici e chirurgici rispondenti alle necessità sanitarie della popolazione penitenziaria che, attualmente, sono in grado di rispondere ad esigenze di ricovero di lieve e media gravità.

Tabella detenuti presenti nei Centri diagnostico-terapeutici al 26 settembre 2007

Tabella dei reparti presenti nei Centri diagnostico-terapeutici

Nei centri diagnostico-terapeutici di Pisa e di Roma Regina Coeli sono attive due sale operatorie per la piccola e media chirurgia e per particolari tipologie di detenuti, in regime di 41bis e collaboratori.

Nella tabella sono indicati altresì i centri diagnostico-terapeutici ove funzionano i reparti per i detenuti affetti da patologia HIV in fase post-acuzie.

Presso i Centri diagnostico-terapeutici di Bari e Parma sono attivi rispettivamente 7 e 9 posti letto per disabili con relativi servizi di fisiatria, fisiokinesiterapia e palestre attrezzate.

Nell’istituto di Parma a breve sarà aperta una piscina per la riabilitazione motoria mentre sono in corso di realizzazione altri reparti per detenuti affetti da disabilità motoria presso la Case Circondariali di Catanzaro e di Busto Arsizio.

Per il Servizio Sanitario Nazionale i centri clinici però non sono assimilabili agli ospedali, perché non dotati della stessa complessità di servizi strutturali/organizzativi per cui non possono trattare patologie di particolare complessità.

Altre criticità riguardano il numero insufficiente di posti letto e, a volte, l’utilizzo delle stanze di degenza per finalità di isolamento non sanitario e infine, la differente disponibilità di risorse umane nelle diverse aree del territorio nazionale.