9 dicembre 2006: Giornata mondiale contro la corruzione
Dal 9 all'11 dicembre 2003 a Merida, in Messico, venne aperta agli Stati la firma della Convenzione ONU contro la corruzione, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 31 ottobre 2003. Da allora la Carta di Merida è stata sottoscritta da 140 paesi, tra cui l'Italia, che si sono impegnati a promuovere all'interno dei rispettivi ordinamenti una serie di misure specifiche per combattere il fenomeno della corruzione. Tra queste, la creazione di un organismo ad hoc indipendente (art. 6, co. 2 della Convenzione ONU e art. 9 della Convenzione ONU contro la criminalità organizzata transnazionale).
Per celebrare la firma del 9 dicembre, l'ONU ha istituito la
Giornata mondiale contro la corruzione, che costituisce anche uno stimolo per i paesi che hanno firmato ma non ancora ratificato la Convenzione. Ad oggi, infatti, sono solo 80 i paesi che hanno adempiuto a questo secondo passaggio.
Inoltre, in base all'art. 63 della Convenzione è stato stabilito che ogni anno, dal 2006 al 2008, si dovranno organizzare tre conferenze degli Stati aderenti alla Convenzione ONU per implementare la cooperazione tra gli Stati stessi. La
prima sessione è in programma dal 10 al 14 dicembre 2006 in Giordania, e per l'Italia parteciperà una delegazione composta da membri dei ministeri degli Esteri, della Giustizia e dell'Interno e dagli esperti dell'Alto Commissario anticorruzione.
L'Italia ha firmato la Convenzione ONU a Merida nel 2003 e gli uffici del ministero della Giustizia stanno lavorando alla predisposizione del disegno di legge di ratifica. L'Italia, comunque, ha già istituito l'
Alto Commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altra forme di illecito nella pubblica amministrazione, cui sono attribuite, con autonomia sancita normativamente, specifiche funzioni e compiti delineati nella convenzione.
Dal 28 ottobre 2004, alla guida della nuova struttura, c'è il magistrato
Gianfranco Tatozzi.
L'Alto Commissario anticorruzione
Istituito con legge nel 2003 e reso operativo negli anni successivi con i regolamenti 258/2004 e 236/2006, la sua missione si caratterizza nello sviluppo di una strategia sistematica di prevenzione dei diversi tipi di illecito che possono perpetrarsi nel settore della pubblica amministrazione, inclusi i pericoli di condizionamento della criminalità organizzata, per approfondirne le cause e indicare i possibili rimedi.
Tale disegno si concretizza in tre azioni:
- valutazione periodica dell'attualità degli strumenti giuridici e delle prassi amministrative;
- individuazione delle criticità del sistema normativo;
- verifica della vulnerabilità della pubblica amministrazione alla corruzione e alle condotte criminali a questa connesse.
In un tale ambito, l'Alto Commissario può:
- disporre indagini anche di natura conoscitiva di iniziativa propria, per fatti denunciati o su richiesta motivata delle amministrazioni. Tali indagini mirano ad accertare l'esistenza, le cause e le concause dei fenomeni di corruzione e di altri illeciti o dei pericoli di condizionamento da parte delle organizzazioni criminali all'interno della pubblica amministrazione;
- elaborare analisi e studi sull'adeguatezza e congruità del quadro normativo e dei provvedimenti messi in atto dalle amministrazioni per prevenire e fronteggiare i fenomeni illeciti, anche con riguardo al rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nella P.A.;
- monitorare le procedure contrattuali e di spesa e i comportamenti da cui possa derivare un danno all'erario.
Per l'espletamento delle sue funzioni l'Alto Commissario può effettuare:
- accertamenti indiretti,
- avvalendosi degli uffici e degli organi ispettivi e di verifica delle amministrazioni pubbliche e dei servizi di controllo interno;
- delegando specifici accertamenti a singoli funzionari delle pubbliche amministrazioni interessate;
- accertamenti diretti,
- mediante audizioni di soggetti appartenenti alle pubbliche amministrazioni o di privati interessati alle procedure amministrative o contabili in corso di esame;
- accedendo ai documenti e alle banche dati delle pubbliche amministrazioni, tranne quelli coperti da segreto di Stato.
All'esito degli accertamenti, l'Alto Commissario rimette alle amministrazioni interessate le sue valutazioni. In caso di mancate risposte, l'Alto Commissario segnala le circostanze alla procura della Repubblica competente.
Costituiscono obblighi per l'Alto Commissario:
- la denuncia all'autorità giudiziaria competente, qualora dalle indagini dovessero emergere fatti costituenti un illecito penale;
- la denuncia alla Corte dei Conti, nell'ipotesi di danni all'erario;
- la trasmissione di una relazione informativa all'amministrazione interessata nell'ipotesi di responsabilità amministrativa e disciplinare del dipendente, cui consegue l'obbligo, per le stesse amministrazioni, di rispondere illustrando le misure correttive adottate a seguito dell'istruttoria dell'Alto Commissario;
- la redazione di una relazione semestrale sull'attività svolta al Presidente del Consiglio dei Ministri, il quale riferisce annualmente ai presidenti delle Camere.
Riferimenti normativi
Internazionali
Nazionali