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  GIUSTIZIA-BENI CULTURALI. DOPO IL PROTOCOLLO, PROSEGUONO LE INIZIATIVE
 
 
 
Giovanna Marini e Umberto Orsini
foto di: www.teatroeliseo.it

 
17 maggio 2006
 
Il 3 aprile scorso, la firma del Protocollo d'intesa tra il ministero della Giustizia e quello per i Beni e le Attivitą Culturali getta le basi per una collaborazione sinergica sulle attivitą trattamentali in materia di spettacolo.
 
Un mese dopo, la formazione della Consulta interministeriale, l'organismo previsto dal Protocollo con il compito di proporre e valutare i progetti in materia di cultura e spettacolo. All'atto del suo insediamento, il 3 maggio scorso, erano presenti: per i Beni Culturali, il capo dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport, Paolo Carini, il direttore generale per lo Spettacolo dal vivo e lo Sport, Salvo Nastasi, e il direttore per la produzione, distribuzione, esercizio e industrie tecniche della direzione generale per il Cinema, Francesco Ventura; per la Giustizia, il capo dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Tinebra, il direttore generale per i detenuti e il trattamento del DAP, Sebastiano Ardita, e il responsabile della comunicazione istituzionale del ministero, Aldo Papa, in qualitą di esperto in materia di politica culturale della giustizia e di spettacolo penitenziario, successivamente nominato segretario della Consulta.
 
Prende vita da queste premesse il programma delle iniziative inaugurate, il 3 aprile scorso, con l'evento coronato con lo spettacolo messo in scena dai detenuti-attori della Compagnia della Fortezza al Teatro Valle di Roma.
 
Il 15 maggio scorso, presso la casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso diretta da Carmelo Cantone, il secondo evento: l'incontro-spettacolo fra Umberto Orsini, Giovanna Marini ed Elio De Capitani e i detenuti-attori della Compagnia Liberi Artisti Associati di Rebibbia, diretti da Fabio Cavalli. Ideato da Antonio Calbi, direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma e da Aldo Papa, segretario della Consulta interministeriale per le attivitą trattamentali in materia di spettacolo, l'incontro ha proposto alcuni brani tratti dallo spettacolo La ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde e da La Tempesta di William Shakespeare, nella versione in napoletano antico di Eduardo De Filippo.

Una sorta di viaggio sul terreno della drammaturgia penitenziaria, aperto al pubblico in platea, agli invitati e ai reclusi. Sul palcoscenico, da una parte i professionisti di rango e l'evocazione del sistema penitenziario dell'Inghilterra vittoriana, di cui anche Wilde fu vittima. Dall'altra, la rappresentazione del carcere proposta dai detenuti-attori, alle prese con uno dei pił rappresentati testi di Shakespeare e che, nella lettura dei reclusi dell'alta sicurezza di Rebibbia, amplifica e si rivela in tutta la sua grande metafora sulla colpa, sulla pena, sulla condizione del ristretto e sulla libertą.
 
 
Casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso, 15 maggio 2006:
 
 
Fra le prossime iniziative, il convegno Teatro e Carcere in Europa: esperienze e strategie istituzionali a confronto, in programma dal 25 al 27 luglio a Volterra; il progetto speciale Concorso scrittura, memoria e drammaturgia penitenziaria, Premio Annalisa Scafi, il 31 luglio a Roma; il progetto Cinema e Giustizia, in collaborazione con il Segretariato Sociale della Rai e l'Assessorato affari Istituzionali e Sicurezza della Regione Lazio.