30 luglio 2005. Entra in vigore come Legge n. 150/2005, la Delega al Governo per la riforma dell' ordinamento giudiziario.
20 luglio 2005. La Camera dei Deputati approva definitivamente il testo di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario.
28 giugno 2005. Dopo il rinvio alle Camere del Capo dello Stato, l'aula del Senato approva la riforma dell'ordinamento giudiziario. Per diventare definitivamente legge, č necessario un ultimo passaggio alla Camera.
Il 24 giugno 2005, il Consiglio dei Ministri approva in via definitiva lo schema di decreto legislativo recante "L'unificazione degli Ordini dei dottori commercialisti e dei ragionieri e periti commerciali nell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, a norma dell'articolo 2 della legge 24 febbraio 2005, n. 34". Il provvedimento era stato approvato in via preliminare il 27 maggio 2005.
Il 18 febbraio 2005, il Consiglio dei Ministri approva, in via preliminare, lo schema di decreto legislativo per dare attuazione alla legge 2 agosto 2004, n. 210 che tutela i diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire. Due nuovi obblighi previsti per il costruttore.
L'obbligo per il costruttore di procurarsi e consegnare all'acquirente una garanzia per le somme riscosse o da riscuotere prima del trasferimento della proprietā. A richiesta dell'acquirente, la violazione dell'obbligo č motivo di nullitā del contratto.
L'obbligo del costruttore di stipulare un'assicurazione a beneficio dell'acquirente, destinata a garantire il risarcimento dei danni conseguenti a vizi dell'immobile che si manifestino dopo l'atto definitivo di compravendita o di assegnazione.
L'articolo 11 prevede inoltre l'istituzione del Fondo di solidarietā per gli acquirenti dei beni immobili da costruire; il Fondo č destinato ad indennizzare gli acquirenti di immobili da costruire che, a seguito di fallimento del soggetto venditore, abbiano subito la perdita di somme di denaro o di altri beni oggetto della pattuizione di pagamento del prezzo.
Lo schema di decreto legislativo verrā ora inviato alle commissioni parlamentari di Camera e Senato per un parere e poi tornerā alla Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva.