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Interventi finalizzati al risparmio energetico

Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
Direzione Generale delle Risorse Materiali dei Beni e dei Servizi

 

Indice

Il Gruppo di Studio per l'utilizzazione delle energie alternative

Iniziative attuate


Iniziative in corso


Iniziative di prossima attuazione

 

Il Gruppo di Studio per l'utilizzazione delle energie alternative

Il 15 febbraio 2002 è istituito presso l'amministrazione penitenziaria il Gruppo di Studio per l'utilizzazione delle energie alternative con l'obiettivo di conoscere e monitorare tecniche e normative che rendano possibile l'impiego delle energie alternative per soddisfare il fabbisogno negli edifici penitenziari.

Iniziative attuate

Il risparmio energetico con il finanziamento tramite terzi

L'obiettivo perseguito dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, è quello di realizzare il maggiore risparmio energetico ed economico possibile, attraverso tecniche di miglioramento del processo di trasformazione e di utilizzo dell'energia, conformemente all'art. 1, c. 1, lett. p) del DPR n. 412/93.

È stato perciò condotto, in primo luogo, uno studio di fattibilità per individuare gli istituti penitenziari che si sarebbero potuti coinvolgere sia per il loro livello di fabbisogno energetico che per lo stato di usura dei loro impianti termici e si sono così individuati tre gruppi di istituti rispettivamente in Piemonte, Emilia Romagna e Toscana.

In Piemonte le Case circondariali di Alessandria D.S, Cuneo, Alba, Ivrea e Vercelli e le Case di reclusione di Alessandria S. M., Saluzzo e Fossano.

In Emilia Romagna le Case circondariali di Bologna e Reggio Emilia, e per quest'ultimo anche l' O.P.G.

In Toscana le Case circondariali di Firenze Sollicciano, Livorno e Prato e la Casa di reclusione di San Gimignano.

In secondo luogo, è stato redatto il Capitolato speciale d'appalto, avente ad oggetto le regole per la fornitura del servizio energia e risparmio sui consumi di energia sia termica che elettrica.

Il Capitolato prevede la realizzazione di impianti di cogenerazione diffusa e l'adozione di misure specifiche per la razionalizzazione e il miglioramento dei consumi, l'adeguamento e il miglioramento tecnologico degli impianti e l'uso di combustibili alternativi e/o di nuova generazione, compreso l'eventuale impiego di rifiuti solidi prodotti negli istituti penitenziari.

Per realizzare questi obiettivi si è fatto ricorso alla formula economica del finanziamento tramite terzi che impegna l'appaltatore a farsi carico, nel rispetto del Capitolato, di tutte le spese necessarie per realizzare gli interventi e a garantire le forniture previste nell'offerta tecnico-economica.

L'appaltatore, quindi, provvede alla progettazione, alla fornitura e all'esecuzione dei lavori sostenendo tutti gli investimenti necessari e recuperando le spese (compresi gli oneri finanziari) attraverso il pagamento di un canone da parte dell'amministrazione. Per corrispondere questo canone l'amministrazione utilizza una parte del risparmio economico realizzato con questa nuova modalità di produzione energetica.

Il 29 dicembre 2005 è stato pubblicato il Bando di gara per l'affidamento del servizio energia e la realizzazione di interventi finalizzati al risparmio energetico, con finanziamento tramite terzi, negli istituti penitenziari delle Circoscrizioni regionali di Piemonte, Emilia Romagna e Toscana. Si è aggiudicato la gara, avvenuta il 18 settembre 2006, il Raggruppamento Temporaneo di Impresa BERICA IMPIANTI S.r.l. (mandataria) e UNOGAS S.E.C. S.r.l. (mandante).


Il Protocollo d'intesa Giustizia – Ambiente

Nell'ambito dell'impegno assunto dall'Italia per la riduzione delle emissioni dei gas serra in conformità al protocollo di Kyoto del 1997, il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e l'allora Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, il 7 novembre 2001, hanno siglato un Protocollo d'intesa che prevede l'installazione, nel periodo 2001–2005 poi esteso al 2008, di 5.000 metri–quadri di collettori solari negli istituti penitenziari italiani, in particolare per la produzione di acqua calda sanitaria.

Per la definizione delle modalità di attuazione dell'accordo è stato perciò istituito un Comitato di gestione misto Giustizia e Ambiente incaricato di elaborare annualmente un programma delle attività. Il finanziamento prevalente è del Ministero della Giustizia che si è avvalso del supporto tecnico del Ministero dell'Ambiente.


Impianti solari a Rebibbia

L'accordo con il Ministero dell'Ambiente ha permesso di avviare l'installazione di impianti solari nell'istituto Rebibbia Nuovo Complesso maschile di Roma, con il coinvolgimento lavorativo dei detenuti.

Attraverso il previsto corso professionale di 600 ore, articolato in una fase teorica e di progettazione ed in una fase pratica di installazione di pannelli solari, si sono formati 36 detenuti. Gli idonei agli esami finali hanno infatti ottenuto l'attestato di “Installatore e Manutentore di impianti solari termici”, riconosciuto ai fini lavorativi dalla Regione Lazio.


Iniziative in corso

Impianti solari in quindici istituti penitenziari

Nell'ambito del programma di attuazione del Protocollo d'intesa del 7 novembre 2001, per il miglioramento della qualità energetico–ambientale delle strutture penitenziarie, si è deciso di ripartire i complessivi 5000 m2 di pannelli solari termici di cui una parte già realizzata a Rebibbia Nuovo Complesso e un ulteriore quota in fase di realizzazione presso la Casa di Reclusione di Rebibbia, in quindici istituti, in modo tale che in ogni istiuto sia installato un impianto di circa 250–300 m2.

Sarà data priorità agli istituti maggiormente esposti alla radiazione solare, o in cui sia ancora in uso il dispendioso sistema degli scaldabagno elettrici o, ancora, laddove gli enti locali dimostrando particolare sensibilità alla problematica ambientale e disponibilità al reinserimento dei detenuti, vogliono partecipare al finanziamento.

Al momento sono state individuate in Piemonte la Casa circondariale di Torino; in Umbria le Case circondariali di Perugia, di Terni e di Spoleto; in Lazio la Casa di reclusione di Rebibbia, le Case circondariali di Velletri e di Viterbo; in Campania la Casa circondariale di Napoli Secondigliano; in Puglia le Case circondariali di Lecce N.C. e di Taranto; in Calabria le Case circondariali di Crotone e di Laureana Borrello; in Sicilia le Case circondariali di Siracusa, di Trapani e di Caltagirone.

È allo studio la possibilità di comprendere nel programma il completamento dell'impianto solare già installato a Rebibbia N.C.

Per le sedi di Torino, Terni e Caltagirone sono già stati decisi i corsi di formazione per detenuti finanziati dagli enti locali.


Il teleriscaldamento presso la Casa circondariale di Biella

Con il termine "teleriscaldamento" si indica il servizio di trasporto del calore da un punto di produzione ai punti di utilizzo distanti anche alcuni chilometri. Il punto di produzione e cuore del sistema è una centrale di "
cogenerazione", cioè capace di generare nello stesso tempo energia elettrica e termica a servizio di edifici distanti.

Rispetto ai tradizionali sistemi di produzione di calore ed energia elettrica, la cogenerazione consente una maggiore efficienza complessiva perché la centrale è in grado di recuperare il calore disperso nei processi di produzione dell'energia elettrica.

Pertanto, a parità di energie utili prodotte, la produzione combinata di energia elettrica e termica consente un minor consumo di combustibile, massimizzando lo sfruttamento delle risorse immesse.

Tra la Casa circondariale di Biella e la Società che ha realizzato la locale centrale di cogenerazione, è in via definizione un accordo per la fornitura di energia termica che consentirà:

  • di acquistare energia termica ad un costo inferiore del 15% rispetto all'attuale;
  • un ulteriore risparmio economico riducendo o eliminando la gestione e la manutenzione delle centrali termiche;
  • un notevole aumento dell'efficienza energetica;
  • una riduzione complessiva delle emissioni inquinanti.


L'impianto fotovoltaico presso la Casa circondariale Pagliarelli di Palermo

La conversione fotovoltaica dell' energia solare, una tra le più promettenti metodologie di sfruttamento delle fonti rinnovabili, consente alla Casa Circondariale Pagliarelli di coprire circa un sesto del fabbisogno di energia elettrica dei suoi edifici.

L'impianto, installato su 13 edifici, prevede 2353 pannelli. La produzione stimata è di 568.970 kWh/anno con una potenza di picco di circa 390 kW, mentre il consumo medio prelevato dalla rete di distribuzione è di circa 3.314.000 kWh e la potenza impegnata, di 550 kW, rimane invariata.

L'iniziativa è stata curata dal servizio tecnico del Provveditorato Regionale della Sicilia,diretto dall'ing. Isidoro Andò e l'onere finanziario dell'opera è sostenuto dalla Regione Sicilia con il cofinanziamento da parte della Direzione Generale delle Risorse Materiali, Beni e Servizi dell'Amministrazione Penitenziaria.


Iniziative di prossima attuazione

Il Programma Esecutivo d'Azione 2007 per il risparmio energetico presso la Casa di reclusione di Mamone in Sardegna

L'amministrazione penitenziaria ha individuato la colonia agricola penale di Mamone per una gara per appalto pubblico al fine di

Per raggiungere tali obiettivi l'amministrazione si avvarrà di investimenti privati concedendo a terzi la gestione e gli utili delle attività riqualificate, ottenendo per contro la fornitura gratuita di corrente elettrica e combustibili degli impianti e, soprattutto, la creazione di nuovi posti di lavoro per i detenuti.



5 febbraio 2007



Ultima modifica: 14/05/2008