Biblioteca Centrale Giuridica
Palazzo di Giustizia, piazza Cavour – 00193 Roma
bcg@giustizia.it
CARTA DELLE COLLEZIONI
INTRODUZIONE
1. FINALITÀ DELLA
BIBLIOTECA E DELLE SUE RACCOLTE
2. PROFILO
DELLA COMUNITÀ E STRATEGIE DI SERVIZIO
3. STORIA
DELLE COLLEZIONI
4. CONNOTATI
DELLE COLLEZIONI
- 4.1 Prima
della riforma del deposito legale
- 4.2 La
situazione attuale
5. POLITICA
DELLE COLLEZIONI
- 5.1 Livelli
di copertura
- 5.2 Il
piano di sviluppo delle collezioni italiane
- 5.3 Il
piano di sviluppo delle collezioni relative agli ordinamenti diversi da
quelle italiane
6. CRITERI
DI ACQUISIZIONE DELLE PUBBLICAZIONI
- 6.1 Pubblicazioni
ricevute per deposito legale
- 6.2 Pubblicazioni
ufficiali
- 6.3 Acquisti
7. TIPOLOGIA
E FORMATI DEI MATERIALI
8. DONI
E PROPOSTE DI ACQUISTO
9. SCARTO
E REVISIONE
10. VALIDITÀ E
APPLICAZIONE DELLA CARTA DELLE COLLEZIONI
TABELLE
DEI LIVELLI DI COPERTURA
La Carta delle collezioni della Biblioteca Centrale Giuridica
(BCG) risponde alle seguenti finalità:
- indica le coordinate di sviluppo e revisione delle raccolte della biblioteca:
definisce gli strumenti attraverso i quali è garantito l'incremento
del patrimonio bibliografico; fissa i livelli di copertura in rapporto alla
produzione editoriale nazionale per i vari ambiti disciplinari; stabilisce
come colmare lacune e introdurre miglioramenti.
- rende espliciti agli utenti i criteri di selezione adottati nel processo
di acquisizione dei documenti; consente loro una maggiore interazione con
la biblioteca in termini di suggerimenti e proposte di acquisizione di materiale.
La Carta delle collezioni costituisce uno strumento di lavoro e di orientamento
nelle scelte relative alla politica futura delle raccolte della Biblioteca
Centrale Giuridica per la Direzione ed i bibliotecari; per gli utenti è una
guida ad una più consapevole utilizzazione delle risorse della biblioteca.
La Biblioteca centrale giuridica del Ministero della Giustizia è un
istituto specializzato nell'area delle scienze giuridiche, depositario delle
pubblicazioni attinenti alla materia giuridica ai sensi della normativa vigente
sul deposito legale (articoli 12 comma 1 e 32 comma 3 del regolamento di attuazione
della Legge
15 aprile 2004, n. 106, emanato con Decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 2006, n. 252).
La Legge n. 106/2004 prevede anche, con l'articolo 6 comma 1, che la Biblioteca
Centrale Giuridica possa richiedere copia di pubblicazioni ufficiali, degli
organi dello Stato, delle regioni, delle province e degli enti pubblici.
In quanto biblioteca amministrativa, la Biblioteca Centrale Giuridica ha il
compito di supportare le attività di studio e ricerca del Ministero
e più in generale dell'Amministrazione giudiziaria; come depositaria
della copia d'obbligo, raccoglie, conserva e mette a disposizione il suo patrimonio
documentario anche per una vasta utenza specializzata di operatori del diritto,
studiosi e laureandi.
Le finalità della biblioteca sono enunciate per esteso all'art. 2 del
suo Regolamento, approvato con D.M.
31 agosto 2006 e pubblicato sul Bollettino ufficiale del Ministero della
giustizia n. 20 del 31 ottobre 2006.
Esse sono:
- raccogliere, conservare e mettere a disposizione degli utenti la produzione
editoriale italiana in campo giuridico, in conformità alle disposizioni
previste dalla vigente normativa sul deposito legale;
- assolvere alle funzioni istituzionali di supporto per le attività di
studio e ricerca del Ministero della giustizia e degli uffici giudiziari;
- raccogliere, conservare e mettere a disposizione degli utenti i documenti
di studio e di ricerca elaborati nell'ambito del Ministero della Giustizia;
- documentare e promuovere la conoscenza della cultura giuridica di altri
Stati mediante l'acquisizione della più qualificata e aggiornata produzione
editoriale, in considerazione della specificità delle raccolte storiche
e in relazione alle esigenze dell'utenza;
- promuovere ed attuare il coordinamento dei servizi bibliografici della
biblioteca dell'Amministrazione giudiziaria centrale e di quelle periferiche;
- realizzare la collaborazione e gli scambi con altre istituzioni nazionali
ed internazionali;
- partecipare a programmi di cooperazione nell'ambito dei servizi bibliografici
nazionali.
Le finalità enunciate alle lettere a)–d) definiscono la mission della
biblioteca; sul versante della gestione delle raccolte valgono a stabilire
che la Biblioteca Centrale Giuridica non si pone obiettivi di conservazione
generale, ma svolge nel complesso un ruolo di conservazione selettiva documentando
la produzione editoriale giuridica italiana in quanto espressione dell'evoluzione
normativa, giurisprudenziale e dottrinaria del diritto.
Il rilievo riservato ai programmi di cooperazione interbibliotecaria (lettere
e)–g)) indica che la biblioteca intende realizzare tali obiettivi attraverso
una politica di sviluppo fortemente coordinata con altre istituzioni, ed in
particolare con istituzioni affini per area di specializzazione anche al fine
di garantire un'offerta documentaria più ampia nei settori per i quali
non ritiene di potersi impegnare direttamente.
L'utenza di riferimento della Biblioteca Centrale Giuridica è costituita
dal personale del Ministero della Giustizia e da quello appartenente all'ordine
giudiziario (art. 14 del regolamento).
Sono ammessi a frequentare la biblioteca i dipendenti di pubbliche amministrazioni,
i docenti universitari, i dottorandi di ricerca ed i titolari di assegni e
contratti di ricerca, gli iscritti agli ordini professionali, gli studenti
universitari assegnatari di tesi di laurea nelle materie giuridiche; in considerazione
della specificità dei suoi fondi possono inoltre accedere alla biblioteca
quanti hanno esigenza di svolgere ricerche, e più in generale di soddisfare
esigenze di informazioni in ambito giuridico.
L'utenza reale della biblioteca è costituita da avvocati e praticanti
(statistiche 2006: 57%), studenti laureandi (20%), magistrati e funzionari
della Pubblica Amministrazione (13,9%), docenti universitari (2,9%),
appartenenti agli ordini professionali (1,2%), biblioteche (0,1%).Una
percentuale che si aggira intorno al 4,5% è costituita da cittadini
che si avvalgono della biblioteca per effettuare ricerche fattuali, ed esauriscono
le loro esigenze nell'arco di una visita.
Come si evince da queste rilevazioni, il pubblico che frequenta la biblioteca è di
livello culturale medio–alto, e presenta aspettative e richieste informazionali
specifiche.
La ricerche effettuate dai professionisti riguardano prevalentemente il diritto
nazionale vigente e si manifestano con la richiesta di dati molto aggiornati
(in costante incremento è la consultazione delle banche dati per la
giurisprudenza su determinati argomenti); esigenze di approfondimento e di
sistematizzazione (es., per la compilazione di tesi di laurea) orientano la
ricerca verso i testi di dottrina e di elaborazione del pensiero giuridico
classico dei sec XIX e XX: circa il 25% delle richieste inoltrate in deposito
riguardano il patrimonio retrospettivo.
Le richieste degli uffici giudiziari si concentrano sulla giurisprudenza commentata
non presente nelle banche dati on line (Italgiure web o banche dati commerciali),
pubblicata sulle riviste precedenti agli anni '80, che la biblioteca possiede
in modo pressoché completo; ricerche di respiro più ampio, che
spaziano in aree tematiche confinanti, sono condotte su singoli istituti o
aspetti della vita sociale su cui il diritto è in divenire (p. es.,
questioni di bioetica).
L'area geografica di interesse prevalente è quella italiana; sono episodiche
le richieste di documentazione su diritto straniero e sul diritto dell'Unione
europea.
Le modalità d'uso e i conseguenti servizi
offerti si diversificano in relazione alla tipologia di utenza.
Per garantire la soddisfazione tempestiva delle necessità d'informazione
dell'utenza istituzionale è attivo un servizio di Document delivery via
fax o posta elettronica riservato al personale appartenente all'ordine giudiziario.
Il servizio di prestito è riservato ai dipendenti del Ministero della
Giustizia e dell'area della Pubblica Amministrazione.
Per avvocati, studenti e dottorandi l'accesso alle collezioni cartacee ed elettroniche è consentito
in sede.
La biblioteca si impegna a garantire il più ampio accesso alla consultazione
del suo patrimonio anche attraverso la compilazione di bollettini delle nuove
accessioni, spogli di articoli di riviste selezionate e segnalazioni bibliografiche
sul proprio sito web.
I fondi librari che costituirono la dotazione della Grande Cancelleria del
Re di Sardegna formano il nucleo originario della Biblioteca Centrale Giuridica;
a questi si aggiunsero in seguito quelli provenienti dalle raccolte di congregazioni
religiose soppresse.
Il patrimonio bibliografico, che annovera un fondo antico costituito da incunaboli
ed edizioni del XVI e XVII secolo, comprende attualmente circa 200.000 volumi,
più di 1.000 periodici correnti italiani e stranieri, 1.300 periodici
spenti, banche dati su supporto informatico ed on line.
Gli ambiti disciplinari coperti dalle raccolte della Biblioteca Centrale Giuridica
coincidono sostanzialmente con le articolazioni del diritto nelle classiche
partizioni di dottrina, legislazione e giurisprudenza.
Il catalogo cartaceo della biblioteca delinea il solido impianto umanistico
delle collezioni anteriori al 1990; le opere di erudizione storico–letteraria
e filosofica, rappresentative della cultura europea ottocentesca, costituiscono
l'ampia cornice entro la quale si situa il nucleo principale dei libri di diritto
e scienze sociali.
Fin dal 1880 il principale canale di acquisizione delle opere italiane è stato
il diritto di stampa, così come organicamente definito dalla L.
n. 374/1939 e successive modifiche. La normativa riservava la copia consegnata
alle Procure della Repubblica dagli stampatori al Ministero della Giustizia "…il
quale trattiene gli stampati e le pubblicazioni che, a suo esclusivo giudizio,
possono servire ai bisogni della sua biblioteca, e rimette il resto ad altri
istituti…".
La recente riforma del deposito legale (Legge
15 aprile 2004, n. 106 e relativo regolamento di attuazione, D.P.R.
3 maggio 2006, n. 252) ha profondamente modificato l'istituto del deposito,
riconoscendo la Biblioteca centrale giuridica, in ragione della specializzazione
delle collezioni, quale istituto depositario di una copia dei "documenti
attinenti alla materia giuridica".
La valutazione del livello di copertura delle collezioni di diritto straniero è ancora
parziale e deve in ogni caso tenere conto del diverso canale di acquisizione
delle stesse, non deposito legale ma acquisto o scambio; certamente nel secolo
scorso gli acquisti di materiale straniero hanno costituito una voce consistente
del bilancio della biblioteca in quanto legati all'istituzione, al suo interno,
di un Ufficio per la raccolta di studi legislativi, che aveva il compito di "seguire
il movimento legislativo italiano e straniero".
Alcune collezioni di diritto straniero sono state oggetto di specifici monitoraggi:
risultato di tali attività sono le bibliografie di diritto civile, diritto
penale e diritto comunitario che la biblioteca ha messo a disposizione sul
suo sito, nella rubrica Bibliografie e pubblicazioni.
L'analisi quantitativa e qualitativa delle opere selezionate ha permesso di
rilevare il grado di completezza e sistematicità delle raccolte in lingua
francese e tedesca, e la presenza di opere notevoli sia per valore bibliografico
e storico sia perché poco reperibili in altre biblioteche romane. Rispetto
alle aree disciplinari è emerso un livello di copertura maggiore nell'ambito
degli studi penalistici e criminologici; va registrata inoltre la corrispondenza
cronologica tra l'acquisizione di codici stranieri o di materiali legislativi
su specifici istituti giuridici (anche nella forma preliminare di progetti,
relazioni, atti di discussione) e la fase postunitaria della codificazione,
alla quale l'Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia ha contribuito
in modo significativo.
Tale corrispondenza rende evidente il legame funzionale esistente nel passato
tra la biblioteca e gli uffici ministeriali preposti alle attività di
elaborazione normativa; oggi tale legame risulta affievolito intanto dal venire
meno del rapporto di dipendenza gerarchica con tali uffici, per effetto della
Legge di Riforma del Ministero (D.P.R. n. 55/2001), in secondo luogo dalla ridefinizione logistica della
biblioteca, che nella nuova sede del Palazzo di giustizia ha visto rafforzarsi
il suo ruolo di riferimento per le esigenze del complesso dell'Amministrazione
giudiziaria, e della più ampia comunità degli operatori del diritto.
4.1 Prima
della riforma del deposito legale
Come si è visto, la normativa recentemente abrogata consentiva di usufruire
di una prerogativa davvero unica, poiché la Biblioteca si è avvalsa
del diritto di stampa senza incombenze di conservazione onnicomprensiva (competenza
questa, delle biblioteche nazionali), e di tutti gli oneri e condizionamenti
da questa derivanti, potendo operare in piena libertà, sulla base dei "suoi
bisogni" la scelta del materiale da acquisire.
La documentazione d'archivio rimasta in possesso della biblioteca consente
di ricavare alcuni elementi di valutazione sulla natura delle raccolte e
sui criteri che hanno presieduto al loro sviluppo. Una nota
del 1933, contenente brevi cenni sulla Biblioteca, rileva che la BCG "… può considerarsi
la più completa Biblioteca nazionale di carattere spiccatamente giuridico–sociale";
in una relazione al Gabinetto datata 1968, descrivendo i fondi della BCG, si
afferma che i volumi sono per la quasi totalità di carattere giuridico–economico–sociale.
Nel tempo, l'ambito di interesse della BCG è stato dunque individuato
in un'area molto ampia nella quale far rientrare, oltre alle discipline giuridiche,
le scienze sociali ed economiche. La difficoltà a precisare meglio i
criteri di selezione del materiale da acquisire è rappresentata con
chiarezza in un articolato rapporto annuale sull'ufficio (1981), dove si osserva
che non è agevole delimitare i confini delle materie di interesse per
la BCG, data la "complessità delle connessioni tra le discipline
strettamente giuridiche e le scienze sociali in generale". Qualche anno
dopo, ancora in una Relazione sull'ufficio (1986), il tentativo di delimitare
viene sintetizzato nel proposito di trattenere, nell'ambito delle scienze sociali,
esclusivamente le opere che manifestino espresse connessioni con il settore
giuridico; ciò allo scopo di definire una fisionomia propria della biblioteca,
privilegiando la specializzazione in favore di una maggiore completezza.
Negli ultimi venti anni, il criterio di selezione che ha guidato il piano
di sviluppo delle raccolte della BCG è stato da una parte il controllo
più capillare sulla completezza della produzione editoriale in campo
giuridico posseduta, dall'altro la valutazione – effettuata di volta
in volta direttamente sui testi – dell'opportunità di acquisire
anche opere non giuridiche, ma tali da poter corrispondere alle esigenze
dell'utenza della biblioteca, che come si ricorda, è costituita da un
pubblico di livello culturale medio–alto, con aspettative e richieste
informazionali da un lato molto specifiche, dall'altro talvolta con necessità di
approfondimento in aree di studio collaterali.
La qualità delle opere ha costituito inoltre un parametro
di valutazione costante nel criterio di acquisizione del materiale: nel 1958
il direttore rileva che la biblioteca è un'istituzione di rilievo "… per
la qualità ed il numero delle opere di cui dispone"; ancora nel
1981 si fa esplicito riferimento al valore bibliografico delle opere da trattenere.
4.2 La
situazione attuale
La limitazione al campo giuridico delle acquisizioni per copia d'obbligo imposta
dalla normativa vigente dall'ottobre 2006 ha notevolmente ridotto la quantità delle
pubblicazioni depositate, impedendo di fatto la possibilità di effettuare
scelte incoerenti o sconfinanti in ambiti non pertinenti alla specializzazione
della biblioteca; desta qualche perplessità il fatto che la legge non
specifichi a chi spetti la decisione di definire una pubblicazione "attinente
alla materia giuridica", e dunque di fatto siano gli editori ad orientare
il deposito.
Per questa ragione s'impone una rigorosa ridefinizione dei criteri che la biblioteca
dovrà applicare nella fase del controllo bibliografico sulla produzione
editoriale ed in quella della successiva consegna dei documenti – cosí come
previsto dall'art. 41, D.P.R. 252/2006 – e per delineare un'efficace
politica integrativa degli acquisti.
5.1 Livelli
di copertura
Il piano di sviluppo delle collezioni si basa sulla Tabella dei livelli di
copertura allegata a questa Carta.
I "livelli di copertura" indicano, a titolo orientativo,
il livello di approfondimento quantitativo e qualitativo che s'intende raggiungere
nei diversi settori delle raccolte attraverso l'assegnazione di un valore numerico
da 0 a 4.
Lo schema applicato costituisce un adattamento della metodologia Conspectus elaborata
negli anni '70 per la mappatura e l'analisi delle collezioni universitarie
e di ricerca americane.
Livello 0 Nessuna copertura
Argomento estraneo agli scopi e agli interessi della biblioteca.
Livello 1 Livello minimo
Raccolta minima e non organica di opere divulgative sulla materia.
Livello 2 Livello base
Raccolta essenziale di documenti introduttivi allo studio della materia.
Livello 3 Livello di approfondimento
Raccolta approfondita e aggiornata di documenti per il sostegno all'attività professionale,
allo studio universitario e alla ricerca autonoma sulla materia.
Livello 4 Livello esaustivo
Raccolta completa, in rapporto alla produzione editoriale italiana, di pubblicazioni
monografiche e periodiche relative alla specifica area disciplinare.
5.2 Il
piano di sviluppo delle collezioni italiane
Con riferimento ai parametri sopraindicati, per la produzione editoriale italiana
corrispondente all'area delle scienze giuridiche, e più in generale
per la categoria di documenti oggetto di deposito obbligatorio presso questo
istituto ("opere attinenti alla materia giuridica", D.P.R. 252/2006,
art. 12 c. 1), la Biblioteca Centrale Giuridica intende continuare ad assicurare
il livello esaustivo di copertura.
Sono considerate "attinenti alla materia giuridica" anche le pubblicazioni
che non afferiscono alle aree convenzionali del diritto ma trattano di fenomeni
sociali che assumono rilevanza giuridica in quanto oggetto di iniziative in
sede legislativa o di pronunce in sede giurisdizionale. La comprensione di
questi fenomeni richiede un approccio multidisciplinare ed articolato su più livelli;
su tali specifiche tematiche, dove l'attualità del dibattito e le esigenze
dell'utenza lo richiedano, sarà quindi assicurato un livello di copertura
alto, in ogni caso adattabile e modificabile.
Gli ambiti non strettamente giuridici che tuttavia costituiscono un interesse
specifico per l'Amministrazione giudiziaria, quali le tematiche storico–sociali
relative alla detenzione e alla criminalità, e quelli relativi all'ordinamento
a al funzionamento delle pubbliche amministrazioni, come la contabilità di
Stato o la scienza delle finanze, saranno incrementati con un intento di copertura
medio–alto.
Le collezioni relative alle materie affini al diritto, come l'economia politica,
organizzazione e finanza aziendale, la gestione d'impresa, che sono oggetto
di studio nelle facoltà giuridiche potranno svilupparsi secondo un livello
di copertura di base.
Nelle materie d'interesse biblioteconomico e bibliografico, anche in considerazione
del ruolo guida che la BCG svolge nei confronti delle altre biblioteche del
Ministero della Giustizia, lo sviluppo della sezione di letteratura professionale,
non più incrementata per deposito legale, sarà comunque adeguato
alle esigenze di formazione ed aggiornamento.
5.3 Il
piano di sviluppo delle collezioni relative agli ordinamenti diversi da
quelli italiani
Fermo restando che sarà garantita l'acquisizione della produzione editoriale
italiana concernente tali settori, l'attuale politica di sviluppo persegue
le seguenti finalità:
- promuovere la conoscenza del diritto internazionale, del diritto comunitario
e delle organizzazioni internazionali anche mediante la raccolta di testi
di informazione e di opere di analisi e di approfondimento pubblicate in
una lingua diversa da quella italiana;
- rendere immediatamente disponibile una raccolta aggiornata di opere a carattere
generale e introduttivo alla conoscenza del diritto degli Stati aderenti
all'Unione europea. Il livello di approfondimento delle sezioni varia a seconda
che si tratti del nucleo storico delle nazioni aderenti, o dei nuovi Paesi
membri, per i quali la biblioteca si impegna ad acquisire la documentazione
di base, ed in primo luogo le fonti (carte costituzionali, codici, raccolte
di legislazione su specifici argomenti). Per il diritto tedesco, francese,
inglese, spagnolo e per quello degli Stati Uniti d'America la biblioteca
garantisce una selezione qualificata di fonti normative e giurisprudenziali
e di opere di dottrina, nonché la prosecuzione delle riviste giuridiche
acquisite, alcune delle quali possedute dal primo anno di pubblicazione,
in quanto riferimento indispensabile per la giurisprudenza e la dottrina
più aggiornata.
- garantire la documentazione di base, ove disponibile in una lingua tra
quelle maggiormente conosciute, sui sistemi giuridici di altri paesi, come
la Russia, la Cina, l'India, il Giappone e quelli islamici, con le cui tradizioni
e istituzioni l'Italia sempre più di frequente ha occasione di contatto
e di confronto.
6.1 Pubblicazioni
ricevute per deposito legale
Limitatamente alle competenze e specificità legate alla sua fattispecie
di deposito, la biblioteca è tenuta ad esercitare anche un controllo
sull'adempimento dei relativi obblighi (art. 41, cit.).
Per assolvere a questo compito sono stati messi a punto strumenti di controllo
ed attività di monitoraggio, quali:
- un database degli editori, incrementato e aggiornato con i recapiti e nominativi
dei referenti per il deposito legale;
- consultazione periodica di cataloghi editoriali, bollettini bibliografici,
news editoriali sia cartacee che on line;
- suggerimenti e segnalazioni degli utenti;
- collaborazioni volontarie di esperti delle varie materie giuridiche;
- contatti e rapporti di fattiva collaborazione con case editrici, singoli
autori e istituzioni culturali, per stabilire accordi o fornire chiarimenti
su particolari problematiche derivanti dalla legge.
Nella selezione del materiale da acquisire si fa riferimento ai seguenti criteri:
- attinenza della pubblicazione agli ambiti di specializzazione della biblioteca
e ai settori d'interesse collaterali;
- caratteristiche editoriali della pubblicazione, con specifico riferimento
alla sua rispondenza al carattere di studio e di ricerca della biblioteca,
ed alla destinazione a determinate tipologie di pubblico;
- esistenza della pubblicazione su formati diversi;
- coerenza con le collezioni preesistenti e con i piani di sviluppo indicati
in questa Carta;
- rispondenza ai bisogni dell'utenza effettiva, attraverso controlli statistici
sull'uso delle raccolte e l'esame dei desiderata;
- confronto con il posseduto di altre biblioteche specialistiche.
In relazione alle finalità di conservazione selettiva (cfr. par.
1) ed ai criteri sopra enunciati, la BCG si riserva di non trattenere
le seguenti tipologie di documenti non significative per natura e per contenuti:
- manualistica scolastica;
- quiz e test concorsuali per concorsi banditi da altre amministrazioni;
- pubblicazioni non specialistiche e a carattere divulgativo;
- notiziari informativi per specifiche categorie professionali;
- normativa tecnica.
Ristampe inalterate e duplicati di pubblicazioni
giuridiche sono periodicamente segnalate e messe a disposizione delle biblioteche
dell'Amministrazione giudiziaria che aderiscono al polo giuridico.
Infine, con riferimento all'articolo 8 del D.P.R. n. 252/2006 ed ai successivi
chiarimenti della Direzione Generale beni Librari del Ministero dei Beni Culturali,
la BCG non trattiene inoltre le seguenti tipologie di documenti in quanto non
costituiscono oggetto di deposito legale:
- bozze di stampa;
- dattiloscritti o stampati prodotti da computer per uso personale;
- materiale didattico per corsi di formazione, ad uso interno;
- tesi di laurea;
- edizioni provvisorie, nel caso in cui venga pubblicata l'edizione definitiva;
- articoli, in attesa di pubblicazione, stampati in proprio o presso l'Università esclusivamente
a fine concorsuali.
6.2 Pubblicazioni
ufficiali
L'art. 6 della L.
n. 106/2004 assegna alla BCG il deposito a richiesta di pubblicazioni
ufficiali edite o prodotte dagli organi dello Stato, delle regioni, delle
province, dei comuni e degli enti pubblici.
Va osservato al riguardo che la prossimità al polo delle biblioteche
parlamentari, che costituisce il collettore istituzionalmente deputato alla
conservazione di questa tipologia di materiali, consente alla biblioteca di
operare una politica di acquisizione molto severa, imposta anche dall'estrema
scarsità degli spazi, sì che la richiesta di pubblicazioni ufficiali è esercitata
limitatamente ai seriali o alle collezioni già acquisiti, e comunque
tenuto conto della eventuale esistenza della risorsa nel formato elettronico.
Poiché invece "raccogliere, conservare e mettere a disposizione
degli utenti i documenti di studio e di ricerca elaborati nell'ambito del Ministero
della Giustizia" è una delle finalità proprie della biblioteca,
così come indicato nel suo Regolamento all'articolo 2 lettera c), il
controllo sul deposito delle pubblicazioni ufficiali prodotte dall'Amministrazione
della Giustizia costituisce un impegno che la BCG realizza attraverso un'attività sistematica
di monitoraggio su quanto pubblicato, in particolare dall'Amministrazione centrale.
La Biblioteca acquisisce anche in dono o acquisto la documentazione (le fonti
normative e di giurisprudenza) pubblicata da organismi comunitari e sovranazionali,
ovvero assicura l'accesso ai siti pubblici di detti organismi attraverso la
consultazione dei materiali ivi contenuti con l'assistenza del bibliotecario.
6.3 Acquisti
La politica degli acquisti è orientata ad alimentare le raccolte di
pubblicazioni italiane nei settori disciplinari non coperti dal deposito legale
indicati al par.
5 della Carta.
Gli acquisti di opere di diritto straniero sono effettuati in base ai criteri
enunciati al par.
5.3; la pianificazione annuale viene realizzata tenendo presente lo sviluppo
armonico delle sezioni di Sala dedicate al diritto dell'Unione europea, al
diritto comparato ed ai singoli ordinamenti giuridici stranieri attraverso
il controllo dei cataloghi delle case editrici straniere più autorevoli
e specifici approval plans.
È considerato importante il contributo dato dagli utenti della biblioteca
attraverso la segnalazione di pubblicazioni da acquisire.
Per garantire un aggiornamento più tempestivo e più articolate
modalità di ricerca, la biblioteca si impegna ad orientare in modo più marcato
la sua politica degli acquisti nella direzione delle risorse elettroniche attraverso
l'attivazione di abbonamenti a banche dati on line, anche nella prospettiva
di contenere gli spazi di accrescimento per il materiale bibliografico.
I formati delle collezioni acquisite sono:
- monografie e periodici cartacei
- banche dati e riviste su supporto informatico
- banche dati e riviste on line
Per le pubblicazioni seriali e a fogli mobili, in compresenza di formati cartacei
e formati elettronici, la biblioteca può decidere di optare per l'acquisizione
della risorsa elettronica, purché siano garantite le condizioni di accessibilità e
durata nel tempo.
Allo scopo di far conoscere e valorizzare sezioni delle sue raccolte significative
per lo specifico valore storico–documentale, la biblioteca intende promuovere
progetti di digitalizzazione utilizzando gli standard e le tecnologie indicate
da programmi coordinati a livello nazionale.
Doni di singoli documenti e donazioni di raccolte e fondi interi vengono accettati
solo se integrano collezioni preesistenti, colmano lacune riscontrate, contribuiscono
a coprire i settori disciplinari non giuridici che s'intendono sviluppare secondo
le indicazioni di questa Carta (cfr. par.
6). La biblioteca si riserva di selezionare e trattenere unicamente le
pubblicazioni rispondenti alle finalità sopraindicate.
Gli utenti possono effettuare suggerimenti per l'acquisizione di materiale
bibliografico (desiderata). Le proposte saranno vagliate periodicamente dall'ufficio
acquisizioni che ne valuterà la coerenza con la fisionomia documentaria
delle collezioni.
Tutte le sezioni delle collezioni della Biblioteca Centrale Giuridica vengono
sottoposte a revisioni finalizzate al rilevamento dello stato di conservazione
e, se necessario, all'eventuale predisposizione di interventi di salvaguardia
del materiale librario.
Come previsto dall'articolo 13 del Regolamento, le revisioni individuano anche
il materiale bibliografico da destinare allo scarto.
L'attività, per mezzo della quale si eliminano definitivamente determinate
tipologie di documenti, ha l'obiettivo di razionalizzare lo spazio nei magazzini
senza intaccare il valore bibliografico delle collezioni o disattendere il
compito istituzionale assegnato alla Biblioteca dalla normativa sul deposito
legale.
In generale, l'attività di revisione si attiene ai seguenti criteri:
- stato di conservazione;
- invecchiamento dei contenuti;
- non uso prolungato del materiale;
- presenza degli stessi materiali in altre biblioteche.
Saranno in particolare deaccessionate le seguenti tipologie di materiale bibliografico:
- edizioni di codici non commentati, acquisiti da almeno cinque anni, purché la
Biblioteca ne conservi una copia per anno di pubblicazione (da individuare
in base al buono stato di conservazione e secondo un criterio di avvicendamento
tra le varie case editrici);
- manualistica divulgativa e guide pratiche acquisite da almeno cinque anni;
- quiz, test e manuali per la preparazione di concorsi già espletati
e acquisiti da almeno cinque anni;
- duplicati di volumi di cui la biblioteca possiede edizioni successive.
La presente Carta delle collezioni, approvata dal Direttore della Biblioteca
Centrale Giuridica, ha validità quinquennale.
Il responsabile della sua applicazione è il funzionario bibliotecario
referente.
Roma, 7 gennaio 2008