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Dirigente di seconda fascia: bando di concorso
Concorso, per esami, per il conferimento di 40 posti di dirigente di seconda fascia del
Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria indetto con P.D.G. 10 maggio 2007
(P.D.G. 10 maggio 2007 pubblicato nella G.U. n. 39 del 18 maggio 2007 – 4a serie speciale)
Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi
Direzione Generale del Personale e della Formazione
Ufficio III – Concorsi e Assunzioni
IL DIRETTORE GENERALE
Visto il decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 concernente le norme generali sull'ordinamento
del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche ed in particolare l'art. 28;
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487 e successive modificazioni
ed integrazioni, concernente il regolamento sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le
modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei
pubblici impieghi;
Vista la legge 10
aprile 1991, n. 125, che garantisce pari opportunità fra uomini e donne
per l'accesso al lavoro;
Vista la legge 5 febbraio
1992, n. 104 (legge quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i
diritti delle persone handicappate) e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 1994 n. 174 e successive
modificazioni ed integrazioni, recante norme sull'accesso dei cittadini degli Stati membri dell'Unione
europea ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche, ed in particolare l'art. 1, comma 1, lettera a);
Vista la legge 12 marzo 1999, n. 68,
recante norme per il diritto al lavoro dei disabili;
Vista la legge 7 agosto 1990 n. 241
e successive modificazioni ed integrazioni, concernente nuove
norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;
Visto il decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente il codice in materia di protezione
dei dati personali;
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, concernente misure urgenti per lo snellimento
dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo, così come modificata ed
integrata dalla legge 16 giugno 1998, n. 191;
Visto il decreto del
Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445, concernente
il testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa;
Vista la legge 15 luglio 2002, n. 145, recante "Disposizioni per il riordino della
dirigenza statale e
per favorire lo scambio di esperienze e l'interazione tra pubblico e privato" ed in
particolare l'art. 3, comma 5;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 23 aprile 2004, n. 108, concernente il
regolamento
per la disciplina delle modalità di istituzione, organizzazione e funzionamento nelle amministrazioni
dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, del ruolo dei dirigenti;
Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 6 marzo 2001, n. 55, concernente il
regolamento di
organizzazione del Ministero della Giustizia;
Visto il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 27 ottobre 2005, con il quale,
tra l'altro,
sono state rideterminate le dotazioni organiche delle qualifiche dirigenziali del Ministero della giustizia;
Visto l'art. 1, comma 404 lett. a) della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 che stabilisce,
tra l'altro,
di provvedere alla riorganizzazione degli uffici di livello dirigenziale non generale, procedendo alla loro
riduzione in misura non inferiore al 5 per cento;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica
24 settembre 2004, n. 272, pubblicato
nella Gazzetta
Ufficiale del 13 novembre 2004 n. 267, che, in applicazione dell'art. 28, comma 5, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni ed integrazioni, disciplina le modalità di accesso
alla qualifica di dirigente;
Vista la legge 27 dicembre
1997, n. 449, concernente misure per la stabilizzazione della finanza
pubblica ed in particolare l'art. 39 come successivamente modificato ed integrato;
Vista la
legge 30 dicembre 2004 n. 311, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005);
Visto il vigente C.C.N.L. del personale dirigente dell'area I dipendente dalle amministrazioni
pubbliche
comprese nel "Comparto Ministeri";
Vista la direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione
pubblica 3 novembre 2005, n. 3/05, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 19 dicembre 2005, n. 294, relativa agli
adempimenti
delle pubbliche amministrazioni in materia di avvio delle procedure concorsuali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2007, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 23 febbraio 2007 n. 45, con il quale il Ministero della giustizia è autorizzato ad avviare
procedure pubbliche concorsuali per reclutare n. 40 dirigenti amministrativi di seconda fascia;
Vista la nota 23 marzo 2007 n. 342 con la quale l'Amministrazione giudiziaria ha effettuato
la prescritta
comunicazione al Dipartimento della Funzione Pubblica ai sensi dell'art. 34 bis del decreto
legislativo n. 165/2001;
Visto il nulla osta ai sensi dell'art. 34 bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
rilasciato dal Dipartimento della Funzione Pubblica con nota 6 aprile 2007 n. 14311;
Considerato che, in relazione a quanto sopra, si rende necessario indire un concorso pubblico,
per esami, per il reclutamento di 40 dirigenti amministrativi da impiegare per le esigenze degli uffici
appartenenti alle diverse articolazioni del Ministero della giustizia;
Rilevato che il decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004, n. 272, prevede che
il 30% dei posti messi a concorso è riservato al personale dipendente dell'amministrazione che lo
indice (art. 3, comma 2) stabilendo che, in occasione della sua prima applicazione, la predetta percentuale
sia invece riservata al personale dipendente della medesima amministrazione appartenente da almeno 15 anni
alla qualifica apicale, comunque denominata, della carriera direttiva;
Vista la
circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione
pubblica 8 novembre 2005, n. 4/05, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 19 dicembre 2005, n. 294, in materia
di riconoscimento dei titoli di studio ai fini dell'accesso nelle pubbliche amministrazioni;
Ritenuto di dover precisare che ai fini del presente bando si intende:
per diploma di laurea (DL) il titolo accademico, di durata non inferiore a quattro anni, conseguito
secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509;
per laurea (L) il titolo accademico di durata triennale; per laurea specialistica (LS), ora denominata
laurea magistrale (LM) ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera b), del decreto ministeriale 22 dicembre 2004, n. 270,
il titolo accademico, di durata normale di due anni, conseguito dopo la laurea (L) di durata triennale;
per diploma di specializzazione (DS) il titolo accademico di cui all'art. 3, comma 2, del decreto
ministeriale n. 270/2004, conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca;
per dottorato di ricerca (DR) il titolo accademico di cui all'art. 3, comma 2, del decreto ministeriale n. 270/2004,
conseguito ai sensi della legge 3 luglio 1998, n. 210;
Ritenuto che l'Amministrazione si riserva la facoltà di revocare, sospendere o modificare
il presente bando, dandone notizia agli interessati mediante pubblicazione di apposito avviso nella Gazzetta Ufficiale,
senza che
gli stessi possano per questo vantare diritti nei confronti dell'Amministrazione stessa.
Art. 1
Posti messi a concorso
- È indetto un concorso, per esami, per il conferimento di 40 posti di dirigente di seconda fascia del
Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria.
- Il 30 per cento dei posti messi a concorso è riservato al personale dell'Amministrazione giudiziaria
appartenente da almeno quindici anni alla qualifica apicale comunque denominata, della carriera direttiva (posizione
economica C3), purché in possesso dei requisiti richiesti dal successivo articolo 2.
- Qualora la quota di cui al comma precedente non venga interamente ricoperta da personale avente i requisiti
sopra citati, la parte rimanente, fino alla concorrenza del 30% dei posti messi a concorso, è riservata al
personale dipendente del Ministero della giustizia – Amministrazione giudiziaria, purché in possesso dei
requisiti richiesti dal successivo articolo 2.
- Coloro che intendono avvalersi della suddetta riserva ne devono fare espressa dichiarazione nella
domanda di partecipazione al concorso, secondo quanto specificato nel successivo articolo 3.
- I posti riservati, se non utilizzati, sono conferiti agli idonei secondo l'ordine di graduatoria.
Art. 2
Requisiti di ammissione
- Per l'ammissione al concorso è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:
- essere in possesso di uno dei titoli di studio di seguito indicati:
a1) diploma di laurea (DL) in giurisprudenza, economia e commercio, scienze politiche, ovvero titolo di studio
equipollente, conseguito presso una delle Università o uno degli istituti superiori della Repubblica;
a2) laurea specialistica (LS), attualmente denominata laurea magistrale (LM), tra quelle appartenenti alle classi
di lauree specialistiche in: finanza, giurisprudenza, relazioni internazionali, scienze dell'economia, scienze della
politica, scienze delle pubbliche amministrazioni, scienze economiche per l'ambiente e la cultura, scienze
economiche-aziendali, scienze per la cooperazione allo sviluppo, sociologia, teoria e tecniche della normazione e
dell'informazione giuridica;
a3) una delle lauree (L) di durata triennale di seguito indicate: scienze dei servizi giuridici, scienze
politiche e delle relazioni internazionali, scienze dell'economia e della gestione aziendale, scienze
dell'amministrazione, scienze economiche, scienze giuridiche, scienze sociologiche e scienze sociali
per la cooperazione lo sviluppo e la pace.
I titoli accademici rilasciati all'estero saranno considerati utili purché riconosciuti
equipollenti alle lauree suddette ai sensi dell'art. 38, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
A tal fine, nella domanda di concorso devono essere indicati, a pena di esclusione, gli estremi del provvedimento
di riconoscimento dell'equipollenza al corrispondente titolo di studio italiano in base alla normativa vigente.
Le equipollenze devono esistere alla data di scadenza per la presentazione delle domande;
- trovarsi in una delle seguenti posizioni:
b1) dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, in possesso di laurea triennale, del diploma di laurea o
di laurea specialistica, che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio, o, se in possesso del dottorato di
ricerca o del diploma di specializzazione, almeno tre anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l'accesso
alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea;
b2) soggetti in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche non comprese nel campo di
applicazione dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, muniti di diploma di laurea, che
abbiano svolto per almeno due anni le funzioni dirigenziali;
b3) coloro che abbiano ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo
non inferiore a cinque anni, purché muniti di diploma di laurea, ovvero, se in possesso di diploma di laurea
e dottorato triennale di ricerca, coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni
pubbliche per un periodo non inferiore a due anni;
b4) cittadini italiani, forniti di diploma di laurea, che abbiano maturato, con servizio continuativo per almeno
quattro anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per
l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea;
- conoscenza, a livello avanzato, di una delle seguenti lingue straniere: inglese, francese, tedesco, spagnolo;
- conoscenza, a livello avanzato, dell'utilizzo dei sistemi informatici;
- cittadinanza italiana;
- idoneità fisica alle funzioni dirigenziali;
- moralità e condotta incensurabili;
- posizione regolare nei confronti del servizio di leva per i cittadini soggetti a tale obbligo;
- godimento dei diritti politici;
- essere nelle condizioni previste dall'art. 1, commi 2 e 3, del presente bando ai fini della riserva dei posti.
Art. 3
Presentazione delle domande - Termini, contenuti e modalità
- La domanda di ammissione al concorso, redatta in carta semplice, deve essere indirizzata e presentata,
direttamente o a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, al Ministero della giustizia – Dipartimento
dell'Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi – Direzione generale del personale e della
formazione – Ufficio III Concorsi e assunzioni, Via Arenula 70 – 00186 Roma, nel termine perentorio di
giorni trenta dalla data di pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
- Per le domande spedite a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento farà fede, relativamente
all'osservanza del suddetto termine, il timbro a data dell'ufficio postale accettante.
- Il candidato ha inoltre l'obbligo di comunicare, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento,
le successive eventuali variazioni di indirizzo e/o di recapito.
- L'amministrazione non assume alcuna responsabilità nel caso di dispersione di comunicazioni
dipendente da inesatte indicazioni del recapito da parte del candidato oppure da mancata o tardiva
comunicazione del cambiamento dell'indirizzo indicato nella domanda, né per eventuali disguidi
postali o telegrafici o comunque imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito o forza maggiore, né
per mancata restituzione dell'avviso di ricevimento in caso di spedizione per raccomandata.
- La domanda deve essere redatta secondo l'allegato schema, parte integrante del presente provvedimento (allegato A) che è reperibile anche nel sito
internet www.giustizia.it e nel quale sono riportate tutte le indicazioni che, secondo le norme vigenti,
i candidati sono tenuti a fornire.
- Nella domanda il candidato deve dichiarare, sotto la propria responsabilità:
- le proprie generalità (le donne coniugate devono indicare il cognome da nubile);
- la data ed il luogo di nascita;
- il domicilio o il recapito, con l'esatta indicazione del numero del codice di avviamento postale,
cui si desidera siano trasmesse le eventuali comunicazioni e il recapito telefonico;
- l'amministrazione o l'ente o l'impresa di appartenenza e l'attuale sede di servizio;
- l'area di appartenenza e l'indicazione della data di inquadramento;
- gli estremi dei provvedimenti relativi alla concessione di periodi di aspettativa che determinano
l'interruzione dell'anzianità di servizio (per motivi di famiglia, personali o altro), la durata
dei periodi stessi nonché ogni altro provvedimento interruttivo del computo dell'effettivo servizio.
Tale dichiarazione deve essere resa anche se negativa;
- qualora ricorra l'ipotesi:
– di essere in possesso della qualifica di dirigente in enti o strutture pubbliche non ricomprese nel
campo di applicazione dell'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e di avere svolto,
senza valutazione negativa, le relative funzioni dirigenziali per almeno due anni e di essere in possesso del
diploma di laurea;
– di avere ricoperto, senza valutazione negativa, incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni
pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni e di essere in possesso del diploma di laurea;
– di essere cittadino italiano, fornito di idoneo titolo di studio universitario, e di aver maturato,
con servizio continuativo per almeno quattro anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative
in posizioni funzionali apicali, senza valutazione negativa, per l'accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea;
- il titolo di studio posseduto con la precisazione della relativa data di conseguimento e dell'università
presso la quale esso è stato conseguito e, in caso di titolo di studio conseguito all'estero, gli estremi
del provvedimento che ne dispone l'equipollenza;
- di essere cittadino italiano;
- di godere dei diritti civili e politici;
- la posizione nei riguardi degli obblighi militari;
- di non aver riportato condanne penali o le eventuali condanne penali riportate e i procedimenti penali
eventualmente a proprio carico;
- di non essere stato destituito o dispensato dall'impiego presso una pubblica amministrazione per persistente
insufficiente rendimento, ovvero dichiarato decaduto da un impiego statale, o licenziato ai sensi dei contratti
collettivi nazionali di lavoro relativi al personale dei vari comparti;
- se si trova o meno nelle condizioni previste dall'art. 1, commi 2 e 3, del presente bando ai fini della riserva
di posti;
- gli eventuali titoli di preferenza posseduti da far valere, così come previsto dall'articolo 5 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 487 del 1994, a parità di punteggio, indicati nell'allegato B del presente
bando;
- in quale lingua straniera, tra quelle indicate nel successivo articolo 8, intende sostenere il colloquio nel corso
della prova orale;
- di essere idoneo al servizio continuativo e incondizionato all'impiego;
- la propria disponibilità, in caso di nomina, a raggiungere qualsiasi sede di servizio gli venga assegnata in
relazione all'incarico conferito.
- Le dichiarazioni mendaci, la falsità in atti ovvero l'uso di atti falsi sono penalmente sanzionati come
previsto dall'articolo 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
- Il candidato portatore di handicap, ai fini delle prove concorsuali, deve specificare, nella domanda di
partecipazione al concorso, l'ausilio necessario in relazione al proprio handicap nonché l'eventuale
necessità di tempi aggiuntivi ai sensi della vigente normativa.
Art. 4
Termini per il possesso dei requisiti e motivi di esclusione
- I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine utile per la presentazione della
domanda di ammissione al concorso.
- Non possono partecipare al concorso coloro che siano esclusi dall'elettorato attivo, nonché coloro
che siano stati destituiti o dispensati dall'impiego presso una pubblica amministrazione per persistente,
insufficiente rendimento, oppure siano stati dichiarati decaduti da un impiego statale ai sensi dell'art. 127, comma 1
lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, oppure che siano stati licenziati
ai sensi dei contratti collettivi nazionali di lavoro relativi al personale dei vari comparti.
- L'amministrazione provvederà d'ufficio ad accertare le eventuali cause di risoluzione di precedenti
rapporti di pubblico impiego, nonché il requisito della condotta e delle qualità morali incensurabili.
Art. 5
Esclusione dal concorso
- Per difetto dei requisiti prescritti, l'amministrazione può disporre, in ogni momento,
l'esclusione dal concorso con provvedimento motivato.
Art. 6
Irricevibilità delle domande
- Non si terrà conto delle domande che non conterranno tutte le indicazioni precisate nel
precedente art. 3 e riportate nello schema allegato al bando.
2.Le domande non firmate dal candidato sono irricevibili e quelle presentate oltre il termine di cui al
primo comma dell'art. 3 del presente bando saranno archiviate senza ulteriore valutazione.
Art. 7
Commissione
- Alle operazioni di concorso procederà apposita commissione, nominata con successivo provvedimento e
costituita ai sensi dell'art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 24 settembre 2004, n. 272.
Art. 8
Prove concorsuali
- Le prove d'esame consistono in due prove scritte ed una prova orale.
- Qualora ne ravvisi la necessità, l'Amministrazione ha facoltà di effettuare una preselezione del cui
svolgimento viene data comunicazione con avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – IV serie speciale Concorsi
ed esami – del 16 novembre 2007.
- In caso di svolgimento della prova preselettiva, viene ammesso alle prove scritte un numero di candidati pari
a dieci volte i posti messi a concorso. L'eventuale preselezione viene effettuata mediante una serie di quesiti
a risposta multipla vertenti sulle materie oggetto delle prove scritte e orali. Alle risposte dei candidati sarà
attribuito il seguente punteggio: +1 (più uno) per ogni risposta esatta, -0,50 (meno zero,cinquanta) per ogni
risposta errata, 0 (zero) per ogni risposta non data o risposta plurima. I candidati eventualmente classificatisi con
il medesimo punteggio dell'ultimo candidato ammissibile vengono tutti ammessi a sostenere le prove scritte.
Nella Gazzetta Ufficiale di cui al comma 2 sarà indicata la data in cui si darà comunicazione, nella
medesima Gazzetta Ufficiale, del giorno in cui avverrà l'affissione nei locali del Ministero della graduatoria
della prova preselettiva. Inoltre, ciascun candidato potrà consultare la medesima graduatoria sul sito
internet www.giustizia.it, digitando il proprio cognome ed il codice fiscale.
- Il punteggio conseguito nella prova di preselezione non concorre alla formazione del voto finale di merito.
- Per l'espletamento della preselezione l'Amministrazione può avvalersi anche di procedure automatizzate
gestite da enti o società specializzate in selezione del personale.
- La prima prova scritta, a contenuto teorico, verte su tematiche, aventi riflesso su materie attinenti lo
svolgimento delle funzioni dirigenziali nell'Amministrazione giudiziaria, di diritto amministrativo, costituzionale
e di contabilità di Stato.
- La seconda prova scritta, a contenuto pratico, è diretta ad accertare l'attitudine dei candidati alla
soluzione corretta – sotto il profilo della legittimità, della convenienza e della efficienza ed
economicità organizzativa – di questioni connesse con l'attività istituzionale dell'Amministrazione
giudiziaria con riferimento all'organizzazione del lavoro nei sistemi complessi, ai principi e alle tecniche di
direzione del personale e ai processi di comunicazione.
- La prova orale consiste in un colloquio che mira ad accertare la preparazione e la professionalità del
candidato, nonché la sua attitudine all'espletamento delle funzioni dirigenziali. Il colloquio verte sulle
materie oggetto delle prove scritte ed inoltre sulle seguenti materie: diritto del lavoro pubblico e privato,
procedura civile e procedura penale, diritto commerciale e fallimentare, statistica giudiziaria e servizi di cancelleria.
- Nell'ambito della prova orale, al fine di valutare la conoscenza da parte del candidato di una lingua straniera
ad un livello avanzato, è prevista la lettura, la traduzione di testi e la conversazione in una lingua straniera
scelta dal candidato tra le seguenti: francese, inglese, tedesco o spagnolo. Nel corso della prova orale è
accertata anche la conoscenza, a livello avanzato, dell'utilizzo del personal computer e dei software applicativi
più diffusi, da realizzarsi anche mediante una verifica pratica, nonché la conoscenza da parte del
candidato delle problematiche e delle potenzialità connesse all'uso degli strumenti informatici in relazione
ai processi comunicativi in rete, all'organizzazione e gestione delle risorse e al miglioramento dell'efficienza
degli uffici e dei servizi.
- Ciascuna prova di cui ai commi 6, 7 e 8 è valutata in centesimi e si intende superata con una votazione
non inferiore a 70/100.
- Il punteggio complessivo è determinato sommando i voti riportati in ciascuna prova di esame.
Art. 9
Modalità d'esame
- Nel caso in cui non si proceda alla preselezione, le date
e le sedi di svolgimento delle prove scritte saranno
indicate con avviso che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4° serie speciale – del 16 novembre 2007.
- La pubblicazione di cui al comma precedente ha valore di notifica a tutti gli effetti. I candidati ai quali non sia
stata comunicata l'esclusione dal concorso saranno tenuti a presentarsi, senza alcun preavviso, nei giorni, nell'ora e
nel luogo indicati nella predetta Gazzetta Ufficiale. Analogo avviso sarà reperibile sul sito
internet www.giustizia.it .
- I candidati che conseguono l'ammissione alla prova orale, di cui al precedente articolo 8 saranno informati
con comunicazione scritta, almeno venti giorni prima della data della prova stessa. Il suddetto avviso conterrà,
altresì, l'indicazione del voto riportato dall'interessato in ciascuna delle prove scritte. Le sedute delle prove
orali si svolgeranno in un'aula aperta al pubblico.
- Per essere ammessi a sostenere le prove d'esame i concorrenti dovranno essere muniti di un valido documento di
riconoscimento.
Art. 10
Presentazione dei titoli di preferenza
- I candidati che abbiano superato la prova orale ed intendano far valere i titoli validi ai fini della
preferenza a parità di merito, già indicati nella domanda, dovranno presentare o far pervenire a mezzo
raccomandata con avviso di ricevimento al Ministero della giustizia – Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria
del personale e dei servizi – Direzione generale del personale e della formazione – Ufficio III Concorsi e assunzioni,
via Arenula n. 70 – 00186 Roma, entro il termine perentorio di giorni quindici decorrenti dal giorno successivo a quello
in cui hanno sostenuto la prova orale, la documentazione comprovante il possesso dei titoli di cui all'articolo 5
del D.P.R. n. 487/94, e da cui risulti, altresì, il possesso del requisito alla data di scadenza del termine
utile per la presentazione della domanda di ammissione al concorso ovvero dichiarazione sostitutiva di certificazione
ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.
- Il ritardo nella presentazione dei documenti comporterà, senza necessità di avviso,
la decadenza dai relativi benefici.
Art. 11
Graduatoria di merito e dei vincitori
- La graduatoria di merito e dei vincitori sarà formata secondo l'ordine decrescente della valutazione
complessiva riportata da ciascun candidato, con l'osservanza, a parità di punti, delle preferenze previste
dall'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487; se a conclusione delle operazioni di
valutazione dei titoli preferenziali, indicati nella domanda e successivamente documentati, due o più candidati
permangono nella stessa posizione, è preferito, ai sensi dell'art. 2, comma 9, della legge n. 191/1998,
modificativo dell'art. 3, comma 7, della legge n. 127/1997, quello più giovane di età.
- Saranno dichiarati vincitori, nei limiti dei posti messi a concorso, i candidati utilmente collocati nella
graduatoria di merito, tenuto conto della riserva di cui al precedente articolo 1, commi 2 e 3.
- La graduatoria di merito e quella dei vincitori del concorso, saranno approvate con successivo provvedimento
pubblicato nel Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia, nonché nel sito internet www.giustizia.it.
- Di tale pubblicazione verrà data notizia mediante avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana – 4a serie speciale.
Art. 12
Presentazione della documentazione e stipula del contratto di lavoro
- La vincita del concorso non costituisce garanzia dell'assunzione. La costituzione del rapporto
di lavoro è subordinata all'autorizzazione
all'assunzione prevista dalla legislazione vigente.
- I concorrenti utilmente collocati nella graduatoria e dichiarati vincitori del concorso, dovranno far
pervenire, entro il termine perentorio indicato in apposita comunicazione, sotto pena di decadenza, la
documentazione che sarà loro richiesta e, se in possesso dei prescritti requisiti, saranno chiamati a
stipulare un contratto individuale di lavoro secondo le previsioni del contratto collettivo nazionale di lavoro
del personale con qualifica dirigenziale vigente all'atto dell'immissione in servizio.
- La mancata presentazione dei vincitori del concorso, senza giustificato motivo, nel giorno indicato per
la stipula del contratto individuale di lavoro, comporta la decadenza dal diritto all'assunzione.
- I vincitori del concorso assunti in servizio sono soggetti ad un periodo di prova di sei mesi ai sensi
dell'art.18 del vigente C.C.N.L. del personale con qualifica dirigenziale. Decorso il periodo di prova senza che
il rapporto di lavoro sia stato risolto, gli interessati saranno confermati in ruolo dalla data di assunzione
in servizio.
- Possono essere esonerati dal periodo di prova i dirigenti che lo abbiano già superato nella stessa
qualifica, presso altra pubblica amministrazione.
- Al momento dell'assunzione, il vincitore deve inoltre presentare una dichiarazione circa l'insussistenza
delle situazioni di incompatibilità richiamata dall'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165
e successive modificazioni e integrazioni.
- Anteriormente al conferimento del primo incarico dirigenziale, i vincitori del concorso sono tenuti a
frequentare un ciclo di attività formative ai sensi della vigente normativa.
- Il trattamento economico spettante per il ciclo di attività formative è quello previsto
dall'art. 24 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, fatta eccezione per la retribuzione di posizione,
parte fissa e parte variabile, nonché per la retribuzione di risultato, secondo la disciplina contrattuale
vigente al momento dell'assunzione.
- A completamento del ciclo di attività formative, saranno conferiti gli incarichi relativi alle
posizioni dirigenziali vacanti individuate secondo le prioritarie esigenze organizzative e gestionali
dell'Amministrazione.
Art. 13
Trattamento dei dati personali
- Ai sensi dell'art. 13, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e del decreto ministeriale
12 dicembre 2006, n. 206,
i dati personali forniti dai candidati sono raccolti presso il Ministero della giustizia - Dipartimento
dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi - Direzione generale del personale e della
formazione – Ufficio III concorsi e assunzioni, per le finalità di gestione del concorso (gestione
che l'Amministrazione si riserva di affidare ad una società specializzata, a seguito di sottoscrizione
di regolare contratto) e sono trattati presso una banca dati automatizzata anche successivamente all'eventuale
instaurazione del rapporto di lavoro, per le finalità inerenti alla gestione del rapporto medesimo.
- Il conferimento di tali dati è obbligatorio ai fini della valutazione dei requisiti di partecipazione,
pena l'esclusione dal concorso.
- Le medesime informazioni potranno essere comunicate unicamente alle amministrazioni pubbliche direttamente
interessate allo svolgimento del concorso o al trattamento dei dati conseguenti all'assunzione.
- L'interessato gode dei diritti di cui all'art. 7 del citato decreto legislativo n. 196/2003, tra i quali
figura il diritto di accesso ai dati che lo riguardano e alcuni diritti complementari tra cui il diritto di far
rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge,
nonché il diritto di opporsi, per motivi legittimi, al loro trattamento.
- Tali diritti possono essere fatti valere nei confronti del Ministero della giustizia – Dipartimento
dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi – Direzione generale del personale e della
formazione – Ufficio III concorsi e assunzioni – Via Arenula 70, 00186 Roma, titolare del trattamento.
- Il responsabile del trattamento è il direttore del suddetto Ufficio III.
Art. 14
Norme di salvaguardia
- Per quanto non previsto dal presente bando trova applicazione la normativa vigente in materia,
in quanto compatibile.
Roma, 10 maggio 2007
IL DIRETTORE GENERALE
Carolina FONTECCHIA
Vistato dall'Ufficio Centrale del Bilancio l'11 maggio 2007
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