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Avvocati - Sessione di esami 2003: temi



PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE PENALE

  1. Caia, privata cittadina, rilasciava un'intervista a Tizio, giornalista intervistatore, nella quale costei definiva Sempronio, all'epoca Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria di Genova, un "faccendiere" ed "un opportunista che cerca soltanto intrallazzi".
    Tizio pubblicava su un quotidiano a rilevanza nazionale l'intervista senza effettuare alcun controllo in ordine alla veridicità delle circostanze addotte dall'intervistata ed alla continenza delle espressioni riferite, ma riportando le affermazioni di Caia tra virgolette.
    Tizio si reca da un legale per conoscere le conseguenze della sua condotta.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sulla rilevanza della scriminante dell'esercizio del diritto di cronaca, rediga motivato parere soffermandosi sul reato ipotizzabile e sui suoi elementi costitutivi, con particolare riferimento a quello psicologico.


  2. Tizio veniva avvicinato da Caio, maresciallo della Guardia di Finanza, che gli riferiva dell'arrivo di un esposto anonimo in merito a delle irregolarità commesse dalle aziende Alfa e Beta per le quali Tizio svolgeva la propria prestazione professionale in qualità di dottore commercialista, facendogli intendere che avrebbe potuto occultare l'esposto, evitando in tale modo delle conseguenze negative a Tizio stesso ed alle società in questione.
    Tizio e Caio si incontravano tre volte presso l'abitazione del dottore commercialista: nel corso della prima riunione si parlava del possibile intervento del maresciallo per definire la vicenda; nel corso della seconda era quantificata la somma pretesa dal sottoufficiale; durante la terza vi era la consegna di una parte della somma.
    Caio si reca da un legale per conoscere quali possono essere le conseguenze della sua condotta.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sui delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione, rediga motivato parere soffermandosi sulla problematica sottesa al caso in esame.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PENALE
  1. Tizio veniva tratto a giudizio per aver detenuto all'interno del proprio negozio di Milano duecento barattoli di pomodoro contenenti del prodotto scaduto, sulla cui dicitura relativa al cosiddetto "termine minimo di conservazione" era stata applicata un'etichetta recante una data successiva a quella originariamente indicata dal produttore.
    Nel corso del dibattimento emergeva che i prodotti alimentari scaduti: 1) non erano stati esposti per la vendita sui banchi, né offerti al pubblico; 2) erano custoditi all'interno del magazzino dell'esercizio.
    Tizio, all'esito del giudizio, veniva condannato alla pena della multa di euro cinquecento, in quanto ritenuto responsabile del reato di cui agli artt. 56 e 515 c.p., per aver posto in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a consegnare ai potenziali acquirenti alimenti per qualità diversi da quelli dichiarati.
    Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga l'atto ritenuto più opportuno evidenziando la problematica sottesa alla fattispecie in esame.



PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE PENALE
  1. Tizio, esercente un'attività di intermediazione finanziaria, prometteva a Caio, Sempronio, Mevio e Filano, tutti imprenditori che versavano in una situazione di difficoltà economica, di concedere a ciascuno di essi in mutuo una somma di denaro.
    Tizio stipulava i singoli contratti di prestito con gli imprenditori, prevedendo un tasso di interesse del quaranta per cento quale corresponsione del proprio finanziamento.
    In esecuzione dei contratti, Tizio si faceva consegnare anticipatamente da ogni imprenditore dodici cambiali con scadenza mensile, oltre al pagamento immediato delle spese di istruzione e di apertura della relativa pratica di finanziamento, senza, peraltro, corrispondere alle controparti la somma concordata.
    Tizio si reca da un legale per conoscere le conseguenze della propria condotta.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sui principali delitti contro il patrimonio mediante frode, rediga motivato parere soffermandosi sulla problematica sottesa al caso in esame.



PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE CIVILE
  1. I coniugi Tizio e Mevia si recano da un legale, al quale espongono quanto segue.
    Il giorno 10 maggio 2001 Caio, di anni 9, figlio dei predetti coniugi, veniva investito da una autovettura condotta da Sempronio: nel sinistro il minore riportava lesioni che ne cagionavano il decesso. Il sinistro si verificava in una strada provinciale subito dopo che il minore era disceso nel luogo indicato dai genitori, peraltro in quel momento assenti, da un automezzo guidato dalla guardia comunale Filano ed adibito dal comune di Campagnano Romano al trasporto gratuito degli alunni della scuola materna ed elementare.
    Con sentenza irrevocabile del tribunale di Roma emessa nel procedimento penale, Sempronio era assolto dal reato di omicidio colposo, perché il fatto non costituisce reato.
    Ad avviso dei coniugi Tizio e Mevia è ravvisabile nell'occorso la responsabilità del Comune, potendosi considerare la morte del figlio come l'effetto della omissione, da parte del dipendente comunale, della doverosa cautela idonea ad assicurare la incolumità del minore a lui affidato; di conseguenza - sempre ad avviso dei predetti coniugi - il Comune è tenuto al risarcimento dei danni.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.


  2. I coniugi Tizio e Mevia si recano da un legale, al quale espongono quanto segue.
    Caio, con quattro testamenti olografi (redatti nel periodo compreso tra il 1995 ed il 1998) aveva istituito i predetti coniugi legatari, assegnando a Tizio la proprietà di un terreno ed una casa con giardino ed a Mevia la somma di cinque milioni di vecchie lire ed il danaro depositato presso l'ufficio postale di piazza Bologna in Roma.
    Con due testamenti di data più recente (redatti tra il 2000 ed il 2002) lo stesso Caio aveva nominato suo erede universale Sempronio.
    I predetti coniugi chiedono al legale se ed a quali condizioni le disposizioni testamentarie a loro favore sono da considerare valide ed efficaci.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga motivato parere, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie al suo esame.



PARERE MOTIVATO IN MATERIA REGOLATA DAL CODICE CIVILE
  1. A seguito di contratto di appalto, la società Alfa costruiva, per incarico della società Beta, una piscina all'interno del complesso alberghiero denominato "Le Sirene" di proprietà della società committente.
    Il legale rappresentante della società Beta, avendo riscontrato delle infiltrazioni d'acqua, si reca dal proprio legale, al quale rappresenta i fatti come segue.
    • L'esistenza delle infiltrazioni risultava ammessa dalla società appaltatrice.
    • Il progetto era stato redatto da essa società committente.
    • I vizi del progetto erano rilevabili facendo uso della normale diligenza di imprenditore edile.
    • Risultava provato che la società appaltatrice non aveva manifestato il proprio dissenso rispetto ad un progetto che conteneva vizi e risultava altresì provato che la società committente non aveva indotto la società appaltatrice ad eseguire il progetto come mero "nudus minister".
    Il candidato, assunte le vesti del legale - premessi brevi cenni sul contratto di appalto - rediga motivato parere, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PRIVATO
  1. Il giorno 10.5.2001 l'autovettura condotta da Tizio veniva in collisione con l'autovettura condotta da Caio ed assicurata dalla società Gamma s.p.a.: in conseguenza del sinistro Tizio - che aveva riportato lesioni personali e subito danni al veicolo - conveniva in giudizio, dinanzi al tribunale di Roma, Caio e la compagnia di assicurazione per ottenere il risarcimento dei danni.
    Entrambi i convenuti si costituivano, Tizio contestando la domanda e la società negando di essere tenuta al pagamento di alcunché, poiché, al momento del sinistro, la copertura assicurativa non era operativa, non avendo Caio pagato il relativo premio.
    In corso di istruttoria, Caio depositava il certificato di assicurazione riferito al periodo 20.4.2001/20.10.2001.
    Il tribunale accoglieva la domanda proposta da Tizio sia nei confronti di Caio che della compagnia di assicurazione.
    Il rappresentante di quest'ultima si reca dal proprio legale, facendo presente di non essere tenuto al pagamento dell'indennizzo assicurativo dal momento che Caio aveva pagato il premio solo dopo il sinistro, a nulla rilevando che il relativo certificato recasse una data anteriore al sinistro medesimo.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, premessi brevi cenni sugli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie al suo esame, rediga l'atto ritenuto più opportuno a sostenere le ragioni della propria assistita.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO PRIVATO
  1. Tizio conveniva in giudizio, dinanzi al tribunale di Roma, Caio con il quale aveva concluso un contratto preliminare di compravendita avente per oggetto un appartamento e, deducendo che il convenuto, immesso nel bene dopo il pagamento di un acconto, si era rifiutato di stipulare l'atto definitivo e di corrispondere il prezzo residuo, chiedeva dichiararsi la risoluzione del contratto per inadempimento e condannarsi il convenuto al rilascio del bene ed al risarcimento del danno.
    Costituitosi in giudizio, Caio asseriva che l'immobile si era rivelato affetto da gravi vizi costruttivi e spiegava domanda riconvenzionale tesa ad ottenere la condanna dell'attore all'esatto adempimento del contratto, previa eliminazione dei difetti.
    Espletata consulenza tecnica d'ufficio, che accertava la presenza di gravi difetti costruttivi, il tribunale accoglieva la domanda proposta da Tizio, condannando Caio al rilascio dell'immobile ed al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede.
    Osservava il tribunale che la condanna del promittente venditore alla eliminazione dei difetti dell'immobile può essere dichiarata, unitamente alla statuizione che dispone il trasferimento ex art. 2932 c.c., solo nel caso in cui il promittente venditore abbia assunto l'obbligo specifico di costruire la cosa o di conformarla a determinate caratteristiche.
    Nella fattispecie tale obbligo non risultava assunto. Nello schema causale del contratto preliminare - rilevava infine il giudice di prima istanza - v'è solo l'obbligo, da parte del promittente venditore, di prestare il consenso per il trasferimento del bene. Non potendo la eliminazione dei vizi essere richiesta neppure a titolo di risarcimento danni, il convenuto Caio avrebbe potuto ricorrere ad altri rimedi per fare valere le proprie ragioni (risoluzione e riduzione del prezzo).
    Caio si reca da un legale, al quale illustra la questione nei termini di cui sopra e gli conferisce mandato alle liti.
    Il candidato, assunte le vesti del legale, rediga l'atto ritenuto più opportuno, illustrando gli istituti e le problematiche sottese alla fattispecie posta al suo esame.



ATTO GIUDIZIARIO IN MATERIA DI DIRITTO AMMINISTRATIVO
  1. Una Pubblica Amministrazione bandisce una gara di appalto per l'esecuzione di lavori pubblici e, all'esito del suo espletamento, il Presidente della commissione di gara procede all'aggiudicazione provvisoria in favore dell'Impresa Alfa; al momento di procedere all'aggiudicazione definitiva, l'Amministrazione emette un provvedimento di diniego di approvazione per l'accertata sopravvenuta carenza di copertura finanziaria verificatasi tra la data del bando di gara e l'espletamento di essa.
    L'Impresa Alfa si rivolge quindi ad un legale.
    Il candidato, assunte le vesti del legale dell'Impresa Alfa rediga l'atto ritenuto più idoneo a salvaguardare le ragioni della propria assistita.



Ultima modifica: 14/05/2008