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Testo pubblicato a cura della redazione internet del CED della Corte Suprema di Cassazione
INDICE della Legge n. 89/2001:
CAPO I - Definizione immediata del processo civile
Art. 1 - Pronuncia in camera di consiglio
CAPO II - Equa riparazione
Art. 2 - Diritto all'equa riparazione
Art. 3 - Procedimento
Art. 4 - Termine e condizioni di proponibilità
Art. 5 - Comunicazioni
Art. 5-bis (
abrogato )
Art. 6 - Norma transitoria
Art. 7 - Disposizioni finanziarie
LEGGE 24 marzo 2001 n. 89 (indice)
( Aggiornamenti )
(pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2001)
PREVISIONE DI EQUA RIPARAZIONE IN CASO DI VIOLAZIONE DEL TERMINE RAGIONEVOLE DEL
PROCESSO E MODIFICA DELL'ARTICOLO 375 DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
Il Presidente della Repubblica
Promulga la seguente legge:
CAPO I
Definizione immediata del processo civile
Pronuncia in camera di consiglio
- L'articolo 375 del codice di procedura civile è sostituito dal seguente:
"Art. 375. - (Pronuncia in camera di consiglio). - La Corte, sia a sezioni unite
che a sezione semplice, pronuncia con ordinanza in camera di consiglio quando riconosce di
dovere:
- dichiarare l'inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale
eventualmente proposto;
- ordinare l'integrazione del contraddittorio o disporre che sia eseguita la
notificazione dell'impugnazione a norma dell'articolo 332;
- dichiarare l'estinzione del processo per avvenuta rinuncia a norma dell'articolo
390;
- pronunciare in ordine all'estinzione del processo in ogni altro caso;
- pronunciare sulle istanze di regolamento di competenza e di giurisdizione.
La Corte, sia a sezioni unite che a sezione semplice, pronuncia sentenza in camera di
consiglio quando il ricorso principale e quello incidentale eventualmente proposto sono
manifestamente fondati e vanno, pertanto, accolti entrambi, o quando riconosce di dover
pronunciare il rigetto di entrambi per mancanza dei motivi previsti nell'articolo 360 o
per manifesta infondatezza degli stessi, nonché quando un ricorso va accolto per essere
manifestamente fondato e l'altro va rigettato per mancanza dei motivi previsti
nell'articolo 360 o per manifesta infondatezza degli stessi.
La Corte, se ritiene che non ricorrano le ipotesi di cui al primo e al secondo comma,
rinvia la causa alla pubblica udienza.
Le conclusioni del pubblico ministero, almeno venti giorni prima dell'adunanza della
Corte in camera di consiglio, sono notificate agli avvocati delle parti, che hanno
facoltà di presentare memorie entro il termine di cui all'articolo 378 e di essere
sentiti, se compaiono, nei casi previsti al primo comma, numeri 1), 4) e 5), limitatamente
al regolamento di giurisdizione, e al secondo comma".
CAPO II
Equa riparazione
Diritto all'equa riparazione
- Chi ha subito un danno patrimoniale o non patrimoniale per effetto di violazione
della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,
ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, sotto il profilo del mancato
rispetto del termine ragionevole di cui all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione, ha
diritto ad una equa riparazione.
- Nell'accertare la violazione il giudice considera la complessità del caso e, in
relazione alla stessa, il comportamento delle parti e del giudice del procedimento,
nonché quello di ogni altra autorità chiamata a concorrervi o a comunque contribuire
alla sua definizione.
- Il giudice determina la riparazione a norma dell'articolo 2056 del codice civile,
osservando le disposizioni seguenti:
- rileva solamente il danno riferibile al periodo eccedente il termine ragionevole di
cui al comma 1;
- il danno non patrimoniale è riparato, oltre che con il pagamento di una somma di
denaro, anche attraverso adeguate forme di pubblicità della dichiarazione dell'avvenuta
violazione.
Procedimento
- La domanda di equa riparazione si propone dinanzi alla corte di appello del
distretto in cui ha sede il giudice competente ai sensi dell'articolo 11 del codice di
procedura penale a giudicare nei procedimenti riguardanti i magistrati nel cui distretto
è concluso o estinto relativamente ai gradi di merito ovvero pende il procedimento nel
cui ambito la violazione si assume verificata.
- La domanda si propone con ricorso depositato nella cancelleria della corte di
appello, sottoscritto da un difensore munito di procura speciale e contenente gli elementi
di cui all'articolo 125 del codice di procedura civile.
- Il ricorso è proposto nei confronti del Ministro della giustizia quando si tratta
di procedimenti del giudice ordinario, del Ministro della difesa quando si tratta di
procedimenti del giudice militare. Negli altri casi e' proposto nei confronti
del Ministro dell'economia e delle finanze.
- La corte di appello provvede ai sensi degli articoli 737 e seguenti del codice di
procedura civile. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione della camera di
consiglio, è notificato, a cura del ricorrente, all'amministrazione convenuta, presso
l'Avvocatura dello Stato. Tra la data della notificazione e quella della camera di
consiglio deve intercorrere un termine non inferiore a quindici giorni.
- Le parti hanno facoltà di richiedere che la corte disponga l'acquisizione in tutto
o in parte degli atti e dei documenti del procedimento in cui si assume essersi verificata
la violazione di cui all'articolo 2 ed hanno diritto, unitamente ai loro difensori, di
essere sentite in camera di consiglio se compaiono. Sono ammessi il deposito di memorie e
la produzione di documenti sino a cinque giorni prima della data in cui è fissata la
camera di consiglio, ovvero sino al termine che è a tale scopo assegnato dalla corte a
seguito di relativa istanza delle parti.
- La corte pronuncia, entro quattro mesi dal deposito del ricorso, decreto impugnabile
per cassazione. Il decreto è immediatamente esecutivo.
- L'erogazione degli indennizzi agli aventi diritto avviene, nei limiti delle risorse
disponibili, a decorrere dal 1º gennaio 2002.
(Aggiornamento: La L.
27 dicembre 2006, n. 296, ha disposto che le disposizioni di cui al comma 1224,
dell'art. 1 della stessa legge, volte a modificare il presente articolo, comma
3, si applicano ai procedimenti iniziati dopo la data di entrata in vigore
della stessa legge 296/2006).
Termine e condizioni di proponibilità
- La domanda di riparazione può essere proposta durante la pendenza del procedimento
nel cui ambito la violazione si assume verificata, ovvero, a pena di decadenza, entro sei
mesi dal momento in cui la decisione, che conclude il medesimo procedimento, è divenuta
definitiva.
Comunicazioni
- Il decreto di accoglimento della domanda è comunicato a cura della cancelleria,
oltre che alle parti, al procuratore generale della Corte dei conti, ai fini
dell'eventuale avvio del procedimento di responsabilità, nonché ai titolari dell'azione
disciplinare dei dipendenti pubblici comunque interessati dal procedimento.
Norma transitoria
- Nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, coloro
i quali abbiano già tempestivamente presentato ricorso alla Corte europea dei diritti
dell'uomo, sotto il profilo del mancato rispetto del termine ragionevole di cui
all'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e
delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848,
possono presentare la domanda di cui all'articolo 3 della presente legge qualora non sia
intervenuta una decisione sulla ricevibilità da parte della predetta Corte europea. In
tal caso, il ricorso alla corte d'appello deve contenere l'indicazione della data di
presentazione del ricorso alla predetta Corte europea.
- La cancelleria del giudice adito informa senza ritardo il Ministero degli affari
esteri di tutte le domande presentate ai sensi dell'articolo 3 nel termine di cui al comma
1 del presente articolo.
(Aggiornamento: Il D.L. 12 ottobre 2001, n. 370, convertito
dalla L. 14 dicembre 2001, n. 432 ha disposto che "il termine di cui al comma 1
del presente articolo e' prorogato sino al 18 aprile 2002").
Disposizioni finanziarie
- All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in lire 12.705
milioni a decorrere dall'anno 2002, si provvede mediante corrispondente riduzione delle
proiezioni dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2001-2003,
nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale"
dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica per l'anno 2001, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo
al medesimo Ministero.
- Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta
ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo
unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del
Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura
delle disposizioni di legge alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note all'art. 1:
- Si riporta il testo degli articoli 332, 360 e 378 del codice di procedura civile:
"Art. 332 (Notificazione dell'impugnazione relativa a cause scindibili). - Se
l'impugnazione di una sentenza pronunciata in cause scindibili è stata proposta soltanto
da alcuna delle parti o nei confronti di alcuna di esse, il giudice ne ordina la
notificazione alle altre, in confronto delle quali l'impugnazione non è preclusa o
esclusa, fissando il termine nel quale la notificazione deve essere fatta e, se è
necessario, l'udienza di comparizione.
Se la notificazione ordinata dal giudice non avviene, il processo rimane sospeso fino a
che non siano decorsi i termini previsti negli articoli 325 e 327 primo comma".
"Art. 360 (Sentenze impugnabili e motivi di ricorso). - Le sentenze pronunciate in
grado d'appello o in unico grado possono essere impugnate con ricorso per cassazione:
- per motivi attinenti alla giurisdizione;
- per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento
di competenza;
- per violazione o falsa applicazione di norme di diritto;
- per nullità della sentenza o del procedimento;
- per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un punto decisivo
della controversia, prospettato dalle parti o rilevabile d'ufficio.
Può inoltre essere impugnata con ricorso per cassazione una sentenza appellabile del
tribunale, se le parti sono d'accordo per omettere l'appello; ma in tal caso
l'impugnazione può proporsi soltanto per violazione o falsa applicazione di norme di
diritto".
"Art. 378 (Deposito di memorie di parte). - Le parti possono presentare le loro
memorie in cancelleria non oltre cinque giorni prima dell'udienza".
Note all'art. 2:
- Si riporta il testo dell'art. 6 della legge 4 agosto 1955, n. 848 (Ratifica ed
esecuzione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e della libertà
fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del protocollo addizionale alla
convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 24 settembre 1955, n. 221:
"Art. 6.
- Toute personne a droit à ce que sa cause soit entendue
équitablement, publiquement et dans un délai raisonnable, par un tribunal indépendant
et impartiai, établi par la loi, qui décidera, soit des contestations sur ses droits et
obligations de caractère civil, soit du bien-fondé de toute accusation en matière
pénale dirigée contre elle. Le jugement doit être rendu publiquement, mais l'accès de
la salle d'audience peut être interdit à la presse et au public pendant la totalité ou
une partie du proces dans l'intérêt de la moralité, de l'ordre public ou de la
sécurité nationale dans une société démocratique, lorsque les intérêts des mineurs
ou la protection de la vie privèe des parties au procès l'exigent, ou dans la mesure
jugée strictement nécessaire par le tribunal, lorsque dans des circonstances spéciales
la publicité serait de nature à porter atteinte aux intérêts de la justice.
- . Toute personne accusée d'une infraction est présumée innocente jusqùà ce que sa
culpabilité ait été légalement établie.
- Tout accusé a drôit notamment à:
- être informé, dans le plus court délai, dans une langue qùil comprend et d'une
manière détaillée, de la nature et de la cause de l'accusation portée contre lui;
- disposer du temps et des facilités nécessaires à la préparation de sa défense;
- se défendre lui-même ou avoir l'assistance d'un défenseur de son choix et, s'il
n'a pas les moyens de rémunérer un défenseur, pouvoir être assisté gratuitement par
un avocat d'office, lorsque les intérêts de la justice l'exigent;
- interroger ou faire interroger les témoins à charge et obtenir la convocation et
l'interrogation des témoins à décharge dans les mêmes conditions que les témoins à
charge;
- se faire assister gratuitement d'un interprète, s'il ne comprend pas ou ne parle
pas la langue employée à l'audience".
- Si riporta il testo dell'art. 2056 del codice civile:
"Art. 2056 (Valutazione dei danni). - Il risarcimento dovuto al danneggiato si
deve determinare secondo le disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227.
Il lucro cessante è valutato dal giudice con equo apprezzamento delle circostanze del
caso.".
Note all'art. 3:
- Si riporta il testo dell'art. 11 del codice di procedura penale:
"Art. 11 (Competenza per i procedimenti riguardanti i magistrati).
- I procedimenti in cui un magistrato assume la qualità di persona sottoposta ad indagini, di
imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato, che secondo le norme di questo
capo sarebbero attribuiti alla competenza di un ufficio giudiziario compreso nel distretto
di corte d'appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni o le esercitava al
momento del fatto, sono di competenza del giudice, ugualmente competente per materia, che
ha sede nel capoluogo del distretto di corte di appello determinato dalla legge.
- Se nel distretto determinato ai sensi del comma 1 il magistrato stesso è venuto ad
esercitare le proprie funzioni in un momento successivo a quello del fatto, è competente
il giudice che ha sede nel capoluogo del diverso distretto di corte d'appello determinato
ai sensi del medesimo comma 1 .
- I procedimenti connessi a quelli in cui un magistrato assume la qualità di persona
sottoposta ad indagini, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato sono
di competenza del medesimo giudice individuato a norma del comma 1".
- Si riporta il testo degli articoli 125 e 737 del codice di procedura civile:
"Art. 125 (Contenuto e sottoscrizione degli atti di parte). - Salvo che la legge
disponga altrimenti, la citazione, il ricorso, la comparsa, il controricorso, il precetto
debbono indicare l'ufficio giudiziario, le parti, l'oggetto, le ragioni della domanda e le
conclusioni o l'istanza, e, tanto nell'originale quanto nelle copie da notificare, debbono
essere sottoscritti dalla parte, se essa sta in giudizio personalmente, oppure dal
difensore.
La procura al difensore dell'attore può essere rilasciata in data posteriore alla
notificazione dell'atto, purché anteriormente alla costituzione della parte
rappresentata.
La disposizione del comma precedente non si applica quando la legge richiede che la
citazione sia sottoscritta dal difensore munito di mandato speciale.".
"Art. 737 (Forma della domanda e del provvedimento). - I provvedimenti, che
debbono essere pronunciati in camera di consiglio, si chiedono con ricorso al giudice
competente e hanno forma di decreto motivato, salvo che la legge disponga
altrimenti.".
Nota all'art. 6:
- Per il testo dell'art. 6 della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo
e delle libertà fondamentali, 4 agosto 1955, n. 848, vedi nelle note all'art. 2.
Il D.L. 12 ottobre 2001, n. 370 (in G.U. 15/10/2001, n. 240) convertito dalla L. 14 dicembre 2001, n. 432 (in G.U. 14/12/2001, n. 290) ha disposto (con l'art.
1) la modifica dell'art. 6.
Il D.L. 11 marzo 2002, n. 28 (in G.U. 12/3/2002, n. 60), nel testo
introdotto dalla legge di conversione 10 maggio 2002, n. 91 (in G.U. 11/5/2002,
n. 109) ha disposto (con l'art. 2) l'introduzione dell'art. 5-bis.
Il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (in S.O n. 126/L relativo alla G.U.
15/6/2002, n. 139) ha disposto (con l'art. 299) l'abrogazione dell'art. 5-bis.
La L. 27 dicembre 2006, n. 296 (in S.O. n. 244, relativo alla G.U.
27/12/2006, n. 299) ha disposto (con l'art. 1, commi 1224 e 1225) la modifica
dell'art. 3.
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